The Good Doctor è una celebre serie tv americana del 2017 creata da David Shore e ambientata in California. La storia comincia con l’inserimento di un nuovo chirurgo, Shaun Murphy, all’interno del “San Jose St. Bonaventure Hospital“. Tuttavia, non tutti sanno che Shaun è affetto da autismo e sindrome del Savant sin dalla nascita. Per lui non sarà facile riuscire a ottenere la fiducia di tutti coloro che lo riterranno incapace o non adatto al ruolo di medico, ma ben presto si ricrederanno grazie al suo enorme talento, alla sua grande dedizione per il lavoro e alla sua capacità di percepire ciò che gli altri non riescono a vedere.

La Storia
Shaun è un giovane medico, specializzato in chirurgia, con un passato difficile alle spalle. Infatti, durante l’adolescenza, veniva continuamente picchiato e maltrattato da suo padre per via della sua difficoltà. A proteggerlo è sempre stato suo fratello minore, Steven. In seguito a un violento litigio, Shaun e Steven decidono di lasciare la loro casa e di scappare via per ricominciare la loro vita lontano da tutta quella sofferenza. Purtroppo, poco dopo aver lasciato la casa, Steven morirà in seguito a un fatale incidente e Shaun sarà affidato alle cure del dottor Glassman, un uomo conosciuto tempo prima, che lo sosterrà in tutti i suoi momenti bui. Sarà proprio lo stesso Glassman a inserire Shaun all’interno del San Jose St. Bonaventure Hospital, che vedrà sempre in lui i giusti requisiti per diventare un medico di successo, nonostante i molti pregiudizi verso il ragazzo.
Che cos’è l’autismo?
L’autismo è una sindrome da deficit di attenzione, iperattività e comportamenti ripetitivi. Questa condizione provoca delle difficoltà nel rapportarsi con altre persone che possono ritenere strano il comportamento di chi ne è affetto. Bisogna però specificare una cosa: l’autismo non è una malattia, ma una diversa abilità, e soprattutto non rende impossibile la vita di chi ne è affetto. Il personaggio di questa serie ne è la prova. Ad oggi, le cause dell’autismo non sono del tutto chiare: attualmente si pensa che questa situazione sia di natura genetica o dovuta a fattori ambientali. Essendo una sindrome e non una malattia, l’autismo non è curabile ed è quindi un bene che i parenti dei bambini affetti da questa condizione imparino a comunicare con loro nella maniera più corretta. Inoltre, il grado di autonomia delle persone affette sta salendo notevolmente.

L’autismo e il mondo del lavoro
Nonostante l’autismo sia molto diffuso, molte persone affette sono disoccupate. Negli USA la percentuale di disoccupazione degli autistici è circa dell’85%. Nel Regno Unito la percentuale di disoccupazione è del circa 70%. Tuttavia, anche se le persone autistiche riuscissero a trovare un posto di lavoro, quali sarebbero i problemi da affrontare? Innanzitutto, la difficoltà nella socializzazione. Per questo, ogni posto di lavoro dovrebbe garantire la totale integrazione da parte di tutti verso le persone che mostrano delle difficoltà di ogni tipo. Fortunatamente, oggigiorno, ogni posto di lavoro deve assumere una percentuale di persone con delle disabilità ed è quindi utile per la loro integrazione all’interno della società.
L’autismo e i suoi stereotipi
Molti sono gli stereotipi riguardo l’Autismo, spesso dovuti a una mancata informazione. Uno dei tabù più grandi è il motivo per cui si sviluppa questa condizione in alcuni bambini. C’è chi infatti ipotizza che l’autismo sia causato dalla mancanza di affetto o amore verso il bambino da parte dei genitoari, cosa assolutamente non vera poiché questa sindrome è causata da una condizione genetica o da altri fattori che non c’entrano assolutamente nulla con la mancanza d’affetto. Per altri invece, l’autismo sarebbe curabile con un semplice intervento psicoanalitico, cosa estremamente impossibile poiché, come già detto prima, l’autismo non è curabile. Questi sono solo alcuni esempi, che ci fanno già capire quanto la mancata informazione possa portare a fraintendimenti o incomprensioni di ogni tipo, rendendo difficile la vita per chi ne è affetto.
Che ci insegna questa serie?
La serie The Good Doctor mi ha colpito nel profondo e mi ha fatto capire molte cose che magari, poco tempo fa, ignoravo del tutto o guardavo con superficialità. Innanzitutto ci tengo molto a consigliarla perché è una serie che fa capire com’è il mondo visto dagli occhi di una persona autistica, e quali difficoltà trova una persona autistica a interagire con le persone che li circondano. Mi ha fatto capire come non bisogna soffermarsi solo verso il lato visivo, ma come bisogna conoscere una persona nel profondo e cercare di capirla, rispettando le sue difficoltà e aiutarla ad aprirsi maggiormente.
