Minecraft, un’opera che sicuramente avrete sentito nominare. Un videogioco che riesce a dare libero sfogo alla creatività umana, perché tutto è creabile e distruttibile e il mondo stesso è unico, irripetibile. C’è veramente un senso di scoperta che il giocatore per primo e nessun altro prima di lui ha fatto: ogni volta che si esplora un bioma, un villaggio una struttura abbandonata. E si sa che quella scoperta è unica, si è veramente gli esploratori di nuove terre, di nuovi mondi. Infatti in Minecrafti mondi sono generati proceduralmente (ossia sulla base di valori casuali seppur seguenti dei canoni generati dal gioco a ogni nuovo mondo creato) e ogni volta che ne si crea uno nuovo esso sarà unico e irripetibile, con migliaia di combinazioni di paesaggi possibili. All’apparenza, il gioco è semplice e con l’unico scopo di divertire ma, a un occhio più attento si rivela essere molto di più ed in questo articolo voglio proprio analizzare, secondo interpretazioni personali sulla base di interpretazioni altrui ed esperienza di gioco, quella parte di Minecraft meno conosciuta, non certo quella che lo ha fatto diventare famoso ma la parte più filosofica, allegorica e simbolica che, a mio parere è stupenda. Tra l’altro già in parte analizzata dallo youtuber “mortebianca” che voglio approfondire ulteriormente. Ragion per cui non parlerò nel dettaglio di strutture, villaggi, dungeon presenti nel gioco o di una sua possibile lore (ossia la storia pregressa del mondo di ambientazione di un’opera) anche perché è stata ampiamente già teorizzata e studiata dallo youtuber “The Game Tyorist” e in Italia da “Re di Pixel”, che vi consiglio di andare a vedere per avere il quadro più completo possibile. Ovviamente link dei canali in fondo all’articolo.

Minecraft è una metafora del percorso del giocatore, che simboleggia il singolo uomo, che a sua volta simboleggia l’umanità intera, per comprendere l’universo. Il giocatore entra in unmondo vergine, senza società dove non ci sono regole e tutto è possibile ma ci sono molti, moltissimi pericoli in agguato e l’uomo li deve sconfiggere e superare uno ad uno. Per prima cosa si deve costruire degli utensili per procurarsi cibo, e questo avviene sempre abbattendo un albero. Senza quest’atto in Minecraft non si può andare da nessuna parte. Forse un riferimento al melo del giardino dell’Eden. Dato che dall’albero, il primo albero implementato nel gioco nonché quello più comune, può cadere una mela, una volta abbattuto.

Quest’azione farà accedere il giocatore al crafting, un sistema di creazione di utensili, materiali da costruzione e armamenti che si basa sulle conoscenze, delle combinazioni di materiali possibili, proprie del giocatore che quindi le dovrà imparare a memoria.

Poi il giocatore, esposto ai pericoli della notte necessita di un rifugio che trova, per la maggior parte delle volte, in un buco, una caverna come i primi uomini. Il giocatore quindi superata la prima notte che simboleggia la prima sfida dell’umanità ossia sopravvivere come preda, inizia a padroneggiare la caccia procurandosi cibo, passa da preda a predatore, superando la seconda sfida. Poi, stancatosi di essere un cacciatore nomade si insedia vicino a fiumi o laghi ed inizia a coltivare passa così ad una vita stabile, inizia a recuperare minerali, a scavare fino a costruire miniere, passa all’età del ferro, esplora le terre circostanti scoprendo nuovi biomi e modi di vivere e si imbatte nei primi villaggi dove potrà commerciare, che simboleggia ovviamente le prime comunicazioni tra società umane diverse.

Trova i primi diamanti che sbloccano un avanzamento tecnologico superiore, superando la terza sfida metafora dell’inizio delle civiltà più complesse. Inizia a creare strutture sempre più grandi, imponenti e con materiali pregiati. Con i diamanti può costruire utensili più efficienti ed il tavolo da incantamenti, chiaro simbolo della tecnologia che ormai l’uomo padroneggia, ma soprattutto con i diamanti può raggiungere il Nether, un enorme caverna di lava infernale metafora del subconscio umano dove tutto ciò che è orribile e ripugnante nasce e viene rinchiuso in cui si può creare il primo vero e proprio boss del gioco: il “Wither”, uno scheletro carbonizzato volante con tre teste, riferimento forse al cerbero infernale.

Può significare varie cose questa figura, è la sfida più difficile che il giocatore, quindi l’umanità, abbia mai affrontato e mai affronterà. Io penso quindi che sia una metafora delle ingiustizie sociali che affliggono l’uomo: guerre, razzismo, criminalità, insomma tutto ciò di sbagliato che l’umanità stessa si è autoinflitta anche perché, come già detto, il Wither non si trova ma si crea, è un problema che ci siamo creati da soli che è di gran lunga più difficile da estirpare di qualsiasi altra sfida esterna. Ma l’uomo riesce a superare anche questa quarta sfida, venendo ricompensato con la stella del Nether, bianca, simbolo di giustizia e pace anche perché la sua forma ricorda vagamente una colomba e con essa si può costruire un bicon, un monumento alla pace che se ci si trova nelle sue vicinanze può dare dei bonus temporanei come se tutta l’umanità stesse collaborando e quindi fosse più efficiente.

Ma ora, facendo un passo indietro per analizzare anche dell’aspetto del gameplay e community del gioco vi volevo parlare di una teoria che faccio da praticamente quando ho iniziato a giocare: le versioni del gioco periodicamente cambiano, come molti altri giochi del genere, e ricordo che io avevo iniziato relativamente tardi a giocare, nella 1.12 ed il cambio di aggiornamenti l’ho sempre interpretato come se Steve, che sarebbe il personaggio di base di Minecraft, scoprisse nuove cose, per esempio: esplorando il mondo ad un certo punto scopre le api, o i delfini o nuovi minerali e così via… per non parlare poi dei server che permettono al giocatore singolo di divertirsi nel mondo infinito del gioco con altre persone. Mi ricordo che la prima volta che giocai online su minecraft, ero incredulo che, ad esplorare un mondo così vasto ci sarebbero stati anche altri oltre a me.

Ma soprattutto la componente che ha fatto di Minecraft il colosso che è oggi sono le mod. Per chi non lo sapesse, le mod sono delle aggiunte fatte non dai creatori originali del gioco ma dagli utenti, che vanno a cambiare alcuni elementi all’interno di esso. Ad esempio l’implementazione di nuovi oggetti, minerali e difficoltà, magari con la necessità di bere, fino ad arrivare a cambiamenti radicali, come l’implementazione di armi da fuoco o intere mappe create da giocatori.

E queste mod lo hanno fatto diventare ancora più rigiocabile di quanto non lo fosse di suo, dando ancora più sfogo alla personalizzazione della propria esperienza andando proprio a modificare i file del gioco. Io non ho mai approfondito troppo di persona le mod, perché giocando esclusivamente da console non potevo proprio accedervi, e questa è purtroppo una grande limitazione, a parte Fallout 4 che ci prova ma in maniera grossolana, offrendo però una scelta abbastanza limitata.

Ma ovviamente non posso spiegare a sole parole cosa significa e ha significato per la mia generazione giocare a Minecraft (a meno che il lettore non lo sappia già): quindi vi invito, prima di leggere la prossima parte dell’articolo, che spiegherà nel dettaglio il finale. Se non lo avete ancora fatto, giocatelo voi stessi, visto che si tratta di un esperienza unica e magnifica. Non fatevi ingannare dalla lentezza delle fasi inizali di gioco e invece prendetevela comoda (non troppo, state attenti ai mostri): rilassatevi e seguitelo così com’è, date libero sfogo alla creatività, pianificate e svolgete con piacere e leggerezza le attività più semplici e a volte noiose e quelle più complesse e avventurose, facendovi cullare dalla meravigliosa musica lenta e nostalgica tipica di Minecraft.

IL FINALE:
Ma ora il giocatore è pronto per superare, con le tecnologie trovate nel nether, quindi dopo aver sconfitto i suoi demoni interiori, l’ultima sfida: l’end, già dal nome si capisce che è qualcosa di importantissimo, fondamentale per l’uomo tanto da chiamarsi “fine”. Forse la fine stessa dell’umanità come la conosciamo? Forse la fine dell’ignoranza dell’umanità, scoprendo finalmente il senso esatto della vita? L’end, che è raggiungibile anch’esso da un portale attivabile con degli occhi, chiamati appunto: “occhi dell’end”, metafora della curiosità umana infatti l’end è un chiarissimo riferimento allo spazio: persino il terreno sembra lunare, spazio che non avremmo mai saputo raggiungere senza la nostra innata curiosità. In questo misterioso luogo in cui il cielo è nero punteggiato da piccolissime luci bianche ed il terreno non è altro che un’isola sospesa nel nulla troneggiano delle torri di ossidiana sulla cui cima si scorgono degli strani cristalli e in lontananza ci scruta minaccioso un enorme drago nero.

Questa figura imponente è la metafora dell’ultima sfida dell’umanità, la sfida che gli permetterà di ottenere la conoscenza suprema della vita e dell’universo, perché quando il drago muore in un’esplosione di luce e lascia cadere tutta la sua esperienza e il suo uovo: l’uovo della sapienza, un trofeo che testimonia il grado di divinità che il giocatore, e quindi l’uomo, e quindi l’umanità, ha finalmente raggiunto. Ed è qui che il giocatore rientra nel portale aperto dalla morte del drago per tornare all’overworld (ossia il mondo normale, quello di inizio gioco) ma avviene qualcosa di inaspettato. ATTENZIONE SPOILER. Il giocatore Legge delle scritte che scorrono su di uno schermo come delle specie di titoli di coda.
Lascio il link in fondo all’articolo del video dell’utente che lo ha tradotto e qui cercherò di spiegare il senso del finale di Minecraft. Vi consiglio prima di andare a vedere il video della traduzione.
Ci sono due entità che parlano del giocatore. E al giocatore.
Ho visto il giocatore.
Lui?
Sì. Fai attenzione. Ha raggiunto un livello più alto adesso. Può leggere i nostri pensieri.
Non importa. Crede che facciamo parte di un gioco.
Sembrerebbero due entità superiori, che possiamo percepire perché abbiamo raggiunto un livello più alto, un livello di comprensione della realtà maggiore non del personaggio ma del giocatore stesso a cui le due entità si stanno riferendo direttamente, sfondando la quarta parete.
Mi piace questo giocatore. Ha giocato bene. Non si è arreso.
Dato che si è riusciti a superare tutte le sfide e ad arrivare a quella finale
Sta leggendo i nostri pensieri come se fossero parole su di uno schermo.
Così è come ha scelto di immaginare le cose, quando è immerso nel sogno di un gioco.
Le parole sono un’interfaccia magnifica. Molto flessibili. E meno terrificanti dello stare a fissare la realtà dietro ad uno schermo.
Qui capiamo come i giochi, i film, i libri, le storie ed infine la vita stessa non siano altro che sogni e chele parole sullo schermo non sono altro che convenzioni con cui la mente umana rende accettabile il mondo circostante cercando in ogni modo di dare spiegazioni, giustificazioni.
Si ascoltavano voci. Prima che i giocatori imparassero a leggere. Indietro fino a quei giorni in cui chi non giocava chiamava i giocatori streghe o stregoni. Dove i giocatori sognavano di volare con bastoni sospinti da demoni.
La conferma della metafora con la storia dell’umanità, prima che gli uomini, che qui vengono chiamati giocatori, imparassero a leggere, quindi a vivere il sogno sotto forma di libro, di scritta, ascoltavano voci, sognavano attraverso le storie orali, raccontate.E ci viene anche detto che i sognatori dell’epoca venivano chiamati streghe e stregoni, ciò ci fa capire che i sognatori erano gli scienziati, i curiosi, gli scrittori che a volte venivano discriminati in passato.
Cosa sogna questo giocatore?
Questo giocatore ha sognato di alberi e della luce del sole. Di fuoco e acqua. Ha sognato e creato. E sognato e distrutto. Ha sognato di cacciare e di essere cacciato. Ha sognato di un rifugio.
Questa è una chiara descrizione del gameplay di Minecraft e della mia spiegazione di prima e della vita stessa, poiché la vita non è altro che un sogno dato che se ci pensiamo anche il mondo che noi consideriamo reale non è altro che una rappresentazione mentale di ciò che è effettivamente che quindi non lo rende diversamente reale da un opera di finzione come un film, un libro o, come in questo caso, un gioco, cogito ergo sum per citare Cartesio ossia penso quindi sono perché l’unica cosa di cui possiamo essere certi al 100 % è che pensiamo, potremmo appunto star sognando ma questo non lo renderebbe meno reale dato che fa comunque parte dell’universo indipendentemente dal fatto che sia un sogno o meno.
Toh, l’interfaccia originale. Milioni di anni e ancora funziona. Ma quale reale struttura ha creato nella sua realtà dietro allo schermo?
Si riferisce qui al sogno che stiamo facendo noi giocatori, oltre lo schermo, come vedremo tra poco il lungo sogno dalla vita
Ha lavorato, con altri milioni di altri, per scolpire un mondo ripiegato nel… e creato un… per… nel…
Non riesce a leggere quei pensieri.
No. Non ha ancora raggiunto il massimo livello. Quello, va raggiunto nel lungo sogno della vita, non nel breve sogno di un gioco.
Noi non possiamo leggere quei pensieri perché dobbiamo raggiungere uno stadio ancora successivo nel mondo tra virgolette reale, oltre lo schermo, come accennato prima.
Lo sa che lo amiamo? Sa che l’universo è buono?
A volte, attraverso il rumore dei suoi pensieri, ha sentito l’universo, sì.
Ma ci sono momenti in cui è infelice, nel lungo sogno. Crea mondi senza estate, rabbrividisce sotto un sole nero, e prende la sua triste creazione per realtà.
il lungo sogno è la vita ed i mondi senza estate e il sole nero sono una Metafora della depressione in cui ci creiamo un mondo ostile intorno a noi sognandolo e scambiandolo per la realtà
Curarlo dal dolore lo distruggerebbe. Il dolore è parte dei suoi compiti personali. Non possiamo interferire.
Il dolore è la cosa più importante per l’uomo inquanto ci permette di crescere ed imparare dai nostri errori che saremo costretti a ripetere all’infinito se non lo provassimo.
A volte, quando sono troppo immersi nel sogno, vorrei dirglielo, stanno costruendo dei mondi veri in realtà. A volte vorrei dirgli quanto sono importanti per l’universo. A volte, quando non hanno una vera connessione con esso, vorrei aiutarli a fargli dire quella parola che temono.
Ulteriore conferma di ciò che ho detto prima. il sogno, ossia in questo caso Minecraft, è reale quanto la realtà stessa.
Legge i nostri pensieri.
A volte non mi interessa. A volte vorrei dire loro, questo mondo che prendi per vero è soltanto un mero… e… , io vorrei dire loro che sono degli… nel… Vedono così poco della realtà, nel loro lungo sogno.
Eppure ci giocano.
Ma sarebbe così facile dirglielo…
L’entità è tentata di dirci la verità ma
È davvero troppo per questo sogno. Dirgli come vivere è impedirgli di vivere.
Non dirò al giocatore come vivere.
Il giocatore continua a crescere.
Dirci come vivere è come impedirci di vivere, la consapevolezza di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato senza sapere perché ci toglie il libero arbitrio, e questa è anche la risposta al perché il Dio biblico non elimina ogni forma di dolore e non ci regala la conoscenza suprema, perché ciò ci toglierebbe la motivazione di agire diversamente dal modo corretto, in sostanza potremo agire solo in un modo e ciò ci priverebbe del libero arbitrio.
Racconterò al giocatore una storia.
Ma non la verità.
No. Una storia contiene la verità in modo sicuro, in una gabbia di parole. Non la nuda verità che può bruciare da qualsiasi distanza.
Le storie quindi i sogni racchiudono messaggi, appunto filosofie che sono il modo più bello di dire qualcosa.
Dagli un corpo, di nuovo.
Sì, giocatore…
Usa il suo nome…
Tu. “nome del giocatore”.
Bene.
Adesso prendi un respiro. Prendine un’altro. Senti l’aria nei tuoi polmoni. Lascia ritornare i tuoi arti. Sì, muovi le tue dita. Hai di nuovo un corpo, nella gravità, nell’aria. Riappari nel lungo sogno. Eccoti lì. Il tuo corpo tocca di nuovo l’universo in ogni punto, come se foste cose separate. Come se fossimo cose separate.
Vediamo qui il giocatore che si immerge in un ennesimo sogno e tocca di nuovo l’universo come se fosse una cosa separata spesso dimenticandosi che lui, io, noi stessi siamo universo.
Chi siamo noi? Una volta ci chiamavano spiriti della montagna. Padre Sole, Madre Luna. Spiriti ancestrali, spiriti animali. Fantasmi. Miti. Poi dei, demoni. Angeli. Poltergeist. Alieni, extraterrestri. Leptoni e quark. Non cambiamo.
Noi siamo l’universo. Siamo tutto quello che pensi di non essere tu. Ci stai guardando adesso, attraverso la pelle ed i tuoi occhi. Perché l’universo tocca la tua pelle e getta luce su di te? Per vederti, giocatore. Per conoscerti. Ed essere conosciuto.
noi stessi siamo l’universo, l’universo getta luce su di noi, tocca la nostra pelle per conoscerci e quindi conoscere se stesso, noi siamo l’universo, tutto ciò che ci serve di conseguenza è già dentro di noi, dentro l’universo.
Ti racconterò una storia.
C’era una volta, un giocatore.
Il giocatore eri tu.
A volte si pensa umano, sulla sottile crosta di un globo rotante di roccia fusa. La sfera di roccia fusa era circondata da una sfera di ardente gas trecentotrentamila volte più grande di lui. Erano così lontani che la luce ci metteva otto minuti per raggiungerli. La luce si formava da una stella, e poteva bruciarti la pelle da centocinquanta milioni di chilometri di distanza.
A volte il giocatore era un minatore, sulla superficie di un mondo piatto e infinito. Il sole era un quadrato bianco. Il giorno era breve; e c’era molto da fare; e la morte era solo un inconveniente temporaneo.
A volte il giocatore sognava di essere perso in una storia.
A volte il giocatore sognava di essere altre cose, in altri posti. A volte questi sogni erano inquietanti. A volte incredibilmente belli. A volte il giocatore si svegliata da un sogno in un altro, e sveglio da quello in un terzo.
A volte il giocatore sognava di guardare parole su di uno schermo.
Questa filosofia che un po riprede da Platone e un po da Cartesio che fonde res cogitans e res extensa e rende l’universo plasmabile dalle idee delle coscienze o della coscienza singola declinata in questo caso in tre parti della stessa sostanza ossia: le due entità autrici delle parole che scorrono sullo schermo e il giocatore, sarà ricorrente per tutti i titoli di coda. Noi creiamo la realtàche ci circondasia quando viviamo sulla sfera di roccia fusa (il mondo ovviamente) sia quando immaginiamo mondi che a noi non sembrano reali come quello di minecraft, come un film, un videogioco ma che in realtà lo sono quanto il nostro perché facenti parte della realtà, come delle parole che scorrono sullo schermo
Torniamo indietro.
Gli atomi del giocatore erano sparpagliati nell’erba, nei fiumi, nell’aria, nel terreno. Una donna li raccolse; li bevve, li mangiò e respirò; e la donna assemblo il giocatore, nel suo corpo.
E il giocatore si svegliò, dal calore, dall’oscuro mondo del corpo della madre, in un lungo sogno.
Una all’apparenza contraddizione, si svegliò nel lungo sogno che come abbiamo già spiegato è la nostra realtà, tutto il nostro mondo si basa su una rappresentazione mentale di esso e quindi è di fatto non è meno reale di un sogno, il grande sogno della vita.
Il giocatore era una nuova storia, mai raccontata prima, scritta in lettere di DNA. E il giocatore era un nuovo programma, mai partito prima, generato da un codice sorgente di miliardi di anni. E il giocatore era un nuovo umano, mai vissuto prima, fatto dal nulla ma solo latte e amore.
Tu sei il giocatore. La storia. Il programma. L’umano. Fatto di niente se non di latte e amore.
Il latte e l’amore rispettivamente il latte, metafora della materia che ci compone dato che il nostro primo alimento della vita è appunto il latte e l’amore, metafora della nostra coscienza, della nostra anima dato che il primo sentimento che riceviamo, da nostra madre, e che proviamo, per nostra madre è proprio l’amore, l’amore materno della madre fisica, umana che ci ha creato e di madre natura, metaforica, madre di tutte le forme di vita
Torniamo ancora più indietro.
I sette miliardi di miliardi di miliardi di atomi del corpo del giocatore erano stati creati, molto prima di questo gioco, nel cuore di una stella.
Quindi anche il giocatore è l’informazione proveniente da una stella. E il giocatore si sposta in una storia, che si trova in una foresta di informazioni piantata da un uomo chiamato Julian(Julian Gough, NDT),scrittore di questi titoli di coda link in fondo all’articolo per sue informazioni su di un piatto, infinito mondo creato da un uomo chiamato Markus (Markus Persson, lo conoscerete come “noch” il creatore e programmatoredi minecreft) che esiste dentro un piccolo, privato mondo creato dal giocatore, il quale abita in un universo creato da…e
Qui capiamo come minecraft sia un universo, un sogno, creato da una stella, che ha creato noch che ha creato il gioco. e che la stella a sua volta fa parte di un universo creato da… qualcuno, si lascia quindi intendere nell’esistenza di un Dio che, come noch ha creato minecraft, avrebbe creato il nostro universo, ma come abbiamo compreso dai concetti precedenti quel dio siamo noi stessi che creiamo e viviamo il nostro mondo interpretandolo e vivendolo come solo noi, unici, possiamo fare. Attenzione però a non scadere nel relativismo perché quello che ci vuole dire minecraft non è di prendere la vita come un sogno e quindi fare come ci pare, la vita è un sogno perché noi diamo un senso alle cose e agli eventi che ci circondano che dal nostro punto di vista sono rappresentazioni mentali di un universo che però esiste già di suo ma che senza la nostra osservazione sarebbe privo di un fine, poi può anche essere che ci sia una sola coscienza in tutto l’universo, ma si dovrebbe comunque comportare come se non fosse così poiché ci perderebbe molto di più se non lo facesse.
A volte il giocatore creava un piccolo, privato mondo soffice e semplice. A volte duro, e freddo, e complicato. A volte lo creava secondo un modello di universo nella sua testa; chiazze di energia, che si muovono in ampi ed empi spazi. A volte queste chiazze si chiamano “elettroni” e protoni”.
A volte si chiamano “pianeti” e “stelle”.
Mondi a volte soffici e semplici a volte duri e complicati che vengono creati dal giocatore sia in minecraft che nella sua vita, vita che può vivere grazie a chiazze di energia che si muovono in spazi di vuoto immensi, ossia gli atomi e la materia che è composta per la maggior parte da vuoto, atomi simili ed analoghi a sistemi solari, pianeti e stelle, chissà se per qualche entità superiore non siano altro che atomi che a loro volta che compongono la loro macro materia
A volte si crede che un universo sia stato fatto da energia a sua volta fatto da tanti uno e zero; zero e uno; linee di codice.
A volte si crede di giocare ad un gioco. A volte si crede di leggere parole su di uno schermo.
Tu sei il giocatore, che legge parole…
Il codice del gioco e della vita dell’universo non solo di minecraft attraverso cui stiamo leggendo delle parole su di uno schermo.
A volte il giocatore leggeva linee di codice su di uno schermo. Decodificandole in parole; decodificando le parole in significati; decodificandole in sensazioni, emozioni, teorie, idee,
ossia esattamente ciò che noi, giocatori, stiamo facendo ora
e il giocatore iniziò a respirare più in fretta e più profondamente realizzando che era vivo.
Tu. Tu. Tu sei vivo.
E a volte il giocatore ha creduto che l’universo gli avesse parlato attraverso la luce del sole che si insinuava le foglie agitate di un albero estivo.
E a volte il giocatore ha creduto che l’universo gli avesse parlato attraverso la luce caduta da una pungente notte d’inverno, dove una macchia di luce nell’angolo dell’occhio del giocatore era una stella milioni di volte più grande del sole, ribollente, bolle i suoi pianeti in plasma per renderli visibili per un solo istante al giocatore, camminando verso casa in un angolo sperduto dell’universo, annusando lo sfuggente odore di vivande, sulla soglia di una porta familiare, dentro un altro sogno.
Per come è impostata la frase è come se la stella di qui si parla stesse esistendo solo per essere guardata da noi giocatori riprendendo il concetto quantistico del ruolo fondamentale dell’osservatore senza cui il mondo non esisterebbe o per lo meno non avrebbe senso di esistere, un albero che cade in una foresta dove non c’è nessuno fa davvero rumore? E si riprende anche il concetto di sogno già spiegato in precedenza
E a volte il giocatore aveva creduto che l’universo gli avesse parlato attraverso gli zero e gli uno, attraverso l’elettricità del mondo, attraverso il testo che scorre su di uno schermo alla fine di un sogno.
Il breve sogno di un gioco, di un pensiero, di un’opera ma non il lungo sogno della vita. Ed ora le meravigliose fasi finali che confermano tutto ciò che è stato detto in precedenza
E l’universo disse Io ti amo
E l’universo disse hai giocato bene
E l’universo disse tutto quello che ti serve è dentro di te
E l’universo disse sei più forte di quanto immagini
E l’universo disse sei la luce del giorno
E l’universo disse sei la notte
E l’universo disse sei l’oscurità che combatte dentro te
E l’universo disse la luce che cerchi è dentro di te
E l’universo disse non sei solo
E l’universo disse non sei separato da tutto il resto
E l’universo disse sei l’universo che assaggia se stesso, si parla, legge il suo stesso codice
E l’universo disse io ti amo perché sei amore
E il gioco era finito quando il giocatore si destò dal sogno. E il giocatore iniziò un nuovo sogno. E il giocatore sognò di nuovo, sognò meglio. E il giocatore era l’universo. E il giocatore era amore.
Tu sei il giocatore.
Svegliati.

LA FINE DI UN’EPOPEA
E così si conclude minecraft o meglio non si conclude dato che una volta sconfitto il drago ed aver letto i titoli di coda finali si può tranquillamente continuare a giocare, è infatti questo che vuole dire il finale, ossia che si deve continuare a sognare sia nei piccoli sogni dei giochi, i film, libri, storie, pensieri… e nel lungo sogno della vita ossia il mondo che noi consideriamo reale e ci si deve svegliare nel sogno, entrando in un vero e proprio sogno lucido, con semplicità, godendosi i piccoli momenti, dato che sono irripetibili ed unici perché un giorno dovremo morire, risvegliarci anche dal sogno della vita, abbandonare la partita anche dal lungo sogno e non solo da quello breve del gioco. Essendo sempre consapevoli del fatto che l’universo ci ama perché noi siamo l’universo e quando siamo curiosi e cerchiamo risposte, facciamo interpretazioni e teorie su ciò che ci circonda le stiamo in realtà facendo su noi stessi, l’universo getta luce su di noi e noi puntiamo gli occhi, i sensi ed i telescopi e sogniamo per conoscere lui e quindi, ancora, noi. Tutto ciò che ci serve è dentro di noi e l’universo ci ama perché noi amiamo lui amandoci, per imparare ad amare bisogna in anzitutto amare se stessi. Perché l’universo è amore. e noi siamo amore che viene amato, ama e si ama.
Un messaggio pieno di spunti, interpretazioni filosofiche sulla vita su chi noi siamo e sull’universo, un messaggio che ci da la forza dell’universo intero, che ci dice che ci ama perché noi stessi siamo l’universo, che è amore quindi siamo amore, che ci dice che l’universo è un sogno fatto di tanti piccoli sogni che siamo noi a decidere come interpretare se tristemente o gioiosamente, se con rabbia o con calma, ogni esperienza di vita può essere interpretata da noi con spirito di miglioramento o con rassegnazione creando sogni duri e freddi o talvolta morbidi e gioiosi, ricordandoci sempre di essere un universo che si guarda, si tocca, si assapora e si ama.
A tutti coloro che sono ancora convinti che i videogiochi non possano avere significati profondi o non possano essere considerati una forma d’arte consiglio di giocare a minecraft con la consapevolezza del messaggio di questo meraviglioso finale ascoltando la musica di C418, esplorando i meravigliosi e unici paesaggi che si vengono a creare negli infiniti mondi possibili, avendo la possibilità di costruire e distruggere ciò che si vuole. Se saranno ancora convinti delle loro idee dovrebbero rivalutare il proprio concetto di opera artistica.

link:
traduzione italiana dei titoli di coda:
https://youtu.be/gcqQsCKOKpc?si=sG3HEI_UiUL2uztO
la musica di C418 e Lena Raine:
https://www.youtube.com/watch?v=laZusNy8QiY&list=PL3817D41C7D841E23
https://www.youtube.com/watch?v=OuYA_siR8Hc&list=PLWG2ftE_7Lux97Oa8f4kJvOflwZzWdV7Z
i canali di Re di Pixel, mortebianca e The Game Theorists:
https://www.youtube.com/watch?v=3vp2svcNgsg&list=PLouWYTUVoIyyhzVctRhFxiN4NqT6vxVGA
https://youtu.be/dTLp-YQ0U9Y?si=ExdP7Kt_Lj0XlLL2
https://www.youtube.com/watch?v=Sns5GfkvAPw
https://www.youtube.com/watch?v=Ej3JRBbOcmM&list=PLKGMzcgzO7kjvIvyhswPMvyqZeRd9_wk0
informazioni su Julian Gough e Markus Persson: https://en.wikipedia.org/wiki/Julian_Gough

https://it.wikipedia.org/wiki/Markus_Persson

