“La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.” Albert Einstein

Avete mai pensato alla letteratura come a un’arte divinatoria?
Com’è possibile che libri, opere teatrali, o poesie risalenti a secoli fa contengano al loro interno invenzioni straordinarie, esseri viventi artificiali, mezzi di trasporto velocissimi che, guarda caso si sono rivelate realtà solo secoli e secoli dopo, grazie ai traguardi di un’adeguata tecnologia? Come potevano gli artefici di tali opere sapere tutto ciò sul futuro dell’umanità?
Erano solo pensieri di personaggi folli, che davano troppo sfogo all’immaginazione e si facevano concepitori di straordinarie fesserie? Oppure erano geni incompresi, rivelatori del futuro?

Tante domande ma nessuna risposta.
O forse la risposta sta nella letteratura stessa: in particolare in un fenomeno letterario chiamata letteratura di anticipazione. Infatti gli autori sostenitori di tale corrente, guidati da prospettive ipotetiche, utopiche e talvolta horror, basate su uno studio delle tecnologie offerte dalla Scienza al momento, necessitano di proiettare l’evoluzione in un periodo storico futuro, in modo tale che i fatti anticipati, al momento non
possibili, rientrino in una categoria di possibilità che le renda di possibile realizzazione.

Nella storia dell’uomo sono state tante le coincidenze che hanno coniugato fantasie del passato con realtà del futuro. Un esempio è Jules Verne, scrittore e visionario che, nei suoi popolarissimi romanzi di avventure, diede vita ai due grandi sogni del XIX secolo: l’esplorazione del mondo e il progresso tecnologico.
Nelle sue opere Verne infatti ci parla di invenzioni innovative che gli permettono di esplorare dal più profondo degli abissi al punto più oscuro dello spazio.

Un altro autore degno di essere ricordato è lo scrittore ceco Karel Capek, il quale usò per la prima volta il termine robot nel 1920 nel suo dramma teatrale R.U.R. per definire l’operaio artificiale.
Altre leggende su questo termine sono riconducibili ad altri autori, ma una cosa è certa: il termine veniva usato per definire un’intelligenza artificiale capace di operare. Un tempo tali invenzioni erano considerate solo fantasie, ma oggi ognuno di noi dispone di un assistente digitale.

Anche l’industria cinematografica si è vista spesso protagonista di questi strani fenomeni anticipatori. Ne è un esempio Kubrick, autore del famoso film uscito nel 2001 Odissea nello spazio, in cui si vedono tablet e Ipad, invenzioni lanciate solo 10 anni più tardi dalla famosa azienda statunitense Apple. Inoltre nel film non possono mancare videochiamate, computer e telefoni. Intuizioni degne di nota.

Alla fine emerge una realtà inconfutabile: solo quando le rette parallele che rappresentano la realtà e la fantasia umana convergeranno, l’uomo dovrà temere la sua stessa immaginazione, in quanto sarà molto più facile, grazie al progresso tecnologico, che essa diventi realtà.
È chissà, magari anche i dinosauri di Jurassic Park diventeranno in futuro i nuovi animali domestici, e saranno parte della nostra quotidianità.

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