Ci sono delle voci che fanno meno rumore.
Ci sono degli sguardi che non incrociamo.
Ci sono delle presenze che ignoriamo, dei marciapiedi che evitiamo, delle metro dove acceleriamo il passo.
Ci sono delle persone che vivono come spiriti ignoti e muoiono come tali.

È il settembre 2023 e le Tesle sfrecciano accanto a uomini che aggrediscono il loro riflesso. Una signora spinge un grosso carrello su Vine Street (Hollywood Boulevard), abiti e cianfrusaglie varie ammassate sulla sommità, mascherina e occhiali sul volto, una grossa bibita gassosa in una mano. Sulla stella di Grace Kelly un uomo dorme avvolto in coperte e pagine di giornale. Tende tappezzano l’intera Walk of Fame, uomini e donne si accalcano fuori dalla Hollywood Food Coalition.
Benvenuti a Los Angeles.

La crisi in California è la peggiore degli Stati Uniti. Nel Golden State dimorano 171.000 clochard che rappresentano quasi la metà di tutti i senzatetto sul suolo americano.

“È una disgrazia che lo stato più ricco e avanzato su molti settori di uno dei Paesi più influenti al mondo sia rimasto così indietro riguardo il livello della qualità della vita di molti dei suoi abitanti” affermò il governatore Gavin Newsom in uno dei suoi discorsi allaNazione. “La verità straziante del sogno californiano è che ci sono famiglie con bambini ed anziani che non hanno un letto su cui dormire. Radicati in questo fenomeno vi sono anche delle distinzioni razziali: nonostante la popolazione di colore in California rappresenti solo l’8% di quella complessiva, il 42% di essa vive in condizioni di estrema povertà”.

La crisi conseguita alla pandemia di SARS covid-19 è la peggiore dopo quella del 2006. In milioni hanno perso l’impiego e chi non riusciva a pagare il mutuo è stato sfrattato. Vivono in accampamenti di fortuna ai margini delle strade o nei grandi parcheggi dei centri commerciali; chi è più fortunato ha una tenda e dei carrelli della spesa, chi meno dorme in dei sacchi a pelo o in delle coperte, buste o zaini come cuscino. Ad aggravare la situazione degli homeless è l’avvento dell’alcool certamente ma soprattutto quello di sostanze stupefacenti pesanti come il crack che, oltre ad indurre a un’immediata dipendenza ed assuefazione psichica, porta spesso ad istinti violenti e stati paranoici, accompagnati da deliri e allucinazioni.  

Tendopoli su Hollywood Blvd, Los Angeles

Eppure pare che la popolazione locale sia ormai avvezza a questa drammatica realtà: gli americani sorpassano i loro compatriotti senza scomporsi, per niente colpiti dal loro barcollio e dalle grida.

Sono anziani, adulti, giovani ripudiati ed emarginati che non possono contare sull’aiuto di nessuno, se non della loro stessa forza di volontà per continuare a vivere. La noncuranza altrui è tale che non chiedono neanche più l’elemosina e qualche timido e sporadico cartone è l’unico appello a un atto di carità.

“Un senzatetto irlandese dall’aria sofferente”, Spitalfields, Londra, 1970.  Il fotoreporter britannico Don McCullin rivolse gran parte delle sue opere agli homeless ed oppressi del secondo dopoguerra  

E se il senso di responsabilità comune non si è ancora insinuato, è bene tornare in confini nazionali. Solo l’anno scorso sono deceduti nel nostro paese 415 persone senza fissa dimora, ma il dato, pubblicato dalla fio.PSD (Federazione italiana per gli organismi per le persone senza fissa dimora), è fortemente sottostimato.

La Lombardia, cosiddetta “locomotiva d’Italia”, conta il maggior numero di decessi (86) mentre il triste primato per la città con i più morti va a Roma, 44 nel solo 2023. La maggior parte di loro viene colta da malori, ma non sono rari i casi di ipotermia. Nonostante ciò è sbagliato pensare che la vita dei clochard sia in pericolo solo in presenza di temperature minime. Donne e uomini muoiono tutti i mesi, non solo d’inverno.

“Sheltering”, l’opera dello scultore canadese Timothy Schmalz inaugurata il 9 novembre 2022 a Piazza San Pietro

Noi siamo parte di tutto ciò ed è ingiusto pensare che la problematica non ci riguardi nel modo più totale: la residenza è un diritto.

Molti percepiscono questo fenomeno con una punta di colpevolezza, pochi come un invito ad agire.

Nessuno merita di dormire per strada.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *