Il 20 marzo gli studenti del Liceo Pertini hanno incontrato Giorgio Rispoli, professore del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione presso la Sezione di Fisiologia umana all’Università degli Studi di Ferrara.
L’argomento trattato è stato l’Intelligenza Artificiale, punto centrale di attuali discussioni e dibattiti. Il professore ha introdotto la lezione mostrando due diverse foto messe a confronto: una che rappresentava il supercomputer Fugaku, ad oggi il più potente al mondo, l’altra una coccinella, e ha spiegato che quest’ultima, nonostante le piccole dimensioni del cervello, è di gran lunga più “intelligente” della macchina. Il computer di ultima generazione, infatti, nonostante la capacità di 440 petaFLOPS (Floating Point Operations per Second) e capacità computazionali che gli permettono di portare a termine calcoli estremamente complessi, non è in grado di esprimere autocoscienza, capacità invece comune a moltissime specie di insetti. Inoltre, al netto dell’energia e dello spazio occupato, una coccinella è molto più intelligente, anche solo per la sua efficienza: il suo cervello pesa 0,5 millesimi di grammo e consuma 50 miliardesimi di Watt, mentre il Fugaku supercomputer consuma 30 milioni di Watt quotidianamente, l’equivalente di tutte le utenze della città di Ladispoli in una giornata intera, occupando una stanza da 300 m².

Il cervello umano è strutturato in modo tale da convertire stimoli fisici in segnali elettrici, percependo quindi segnali dall’esterno attraverso i sensi. La domanda sorge spontanea: tutto ciò che passa per il cervello umano è dunque riproducibile con l’intelligenza artificiale? Il docente universitario ha risposto con una citazione del famoso fisico americano dell’800, Richard Feynman: “What I cannot create, I do not understand” (ciò che non posso creare è ciò che non capisco).

ll professor Rispoli ha illustrato varie forme di intelligenza artificiale, dal primissimo orologio risalente al 1500 alla prima calcolatrice chiamata anche “cervello elettronico”; dal primo computer che ha portato l’uomo sulla luna – nonostante la bassa quantità di FLOPS -, al recente supercomputer Fugaku, datato 2014; dal robot Atlas Droid agli ultimi meccanismi di Remote Surgery. Tutte queste macchine non possono pensare ma seguono codici dettati dall’uomo come, ad esempio, il robot Atlas il cui solo comando è alzare e spostare oggetti e camminare, questi non segue altro che gli ordini e procede in maniera meccanica anche se ostacolato; ci sono poi robot che eseguono operazioni chirurgiche, essi sono pur sempre pilotati da un chirurgo, solo da remoto, attraverso appunto la remote surgery.

Dopo aver esplorato le diverse forme di intelligenza artificiale, il professore è passato all’intelligenza “naturale”, descrivendo alcuni esemplari di insetti come le api che hanno delle avanzate capacità comunicative, o il ragno che elabora sorprendenti strategie di corteggiamento, per concludere con il cervello umano che, ovviamente, si colloca su un livello completamente superiore grazie alle elevate quantità di neuroni e sinapsi.
Analizzando i più recenti ed avanzati meccanismi, si giunge alla conclusione che anche questi possono risultare fallaci. Il professor Rispoli cita l’esempio dell’auto-pilota della macchina Tesla, che non potrà mai rivestire il ruolo del pilota poiché risponde solo ad alcuni comandi, per questo infatti si sono verificati numerosi incidenti stradali. La stessa “Chat GPT”, il meccanismo di linguaggio autonomo generato da Open AI, è in realtà un semplice Google avanzato che può fornire false informazioni e che, quindi, non potrà mai sostituire l’abilità umana di pensare e scrivere testi.
Al termine degli argomenti illustrati, il professor Rispoli conclude dicendo che comparare un robot a un insetto è come comparare un triciclo ad uno space-shuttle. È vero, hanno delle caratteristiche in comune, come un vano di carico posteriore o il sistema di propulsione posizionato ad una estremità del veicolo, ma converremo tutti sul fatto che ciò non rende il triciclo nemmeno lontanamente simile allo space-shuttle. Non aiuta nemmeno dipingere il triciclo sopra di bianco e sotto di nero e incollarci il logo della Nasa: ciò non cambierà il fatto che il massimo che potremo farci sarà un giro attorno al giardino trasportando un simpatico peluche.

Rispondendo alle domande poste dagli studenti, il professore ha voluto rassicurare sulla natura dell’Intelligenza Artificiale, spesso considerata erroneamente come un sostituto dell’uomo per molti lavori: essa non è che uno strumento, e non potrà mai rimpiazzare completamente l’essere umano. Ciò che invece succederà sarà una progressiva evoluzione del nostro modo di lavorare, che verrà sicuramente agevolato dall’Intelligenza Artificiale. In questo senso, potremmo paragonare l’I.A. ad un cric: prima di quest’invenzione sarebbero occorse dieci persone per alzare il peso di una macchina, adesso ne basta una. E le altre nove persone? Si sono riadattate, anche grazie alla nascita di lavori completamente nuovi, perché l’essere umano non smette mai di imparare.
L’Intelligenza Artificiale rappresenta sicuramente un mezzo molto potente, che ha le potenzialità per rivoluzionare molti aspetti del mondo come lo conosciamo oggi. Ciò, comunque, non la sottrae alla sua natura di strumento, che richiede la presenza di un essere umano a guidarlo e programmarlo.

Carissimi studenti,
sono molto felice di avervi incontrato e aver chiacchierato con voi, siete fortunati ad avere insegnanti come la Prof. ssa Martello e di studiare in un posto a misura d’uomo, addirittura affacciato su un bel mare. L’articolo sul vostro giornalino è molto bello, avete proprio seguito bene la mia presentazione e capito il messaggio. L’unico appunto (ma è proprio piccolo) che posso farvi riguarda il computer Fugaku, che è entrato in servizio nel 2022 (e non nel 2014); vi avevo mostrato anche il Frontiers della Oak Ridge National Laboratory, appena entrato in servizio, che è due volte più potente del Fugaku.
Un caro saluto e spero di ricontrarvi presto, magari come miei studenti a Ferrara! Buona Pasqua a voi e a tutti i vostri bravissimi professori,
Giorgio Rispoli
Grazie a te per essere stato così disponibile, la tua esperienza e competenza sono state di grande aiuto per i ragazzi e anche per noi docenti.Spero sia stata, anche per te, una bella esperienza, noi tutti conserveremo un bel ricordo e, magari, potremo averti di nuovo qui per ascoltare e apprendere nuove conoscenze.
Grazie di nuovo e Buona Pasqua anche a te da parte di tutti noi