Era il 15 luglio 2016 quando per la prima volta, sui nostri schermi, venivamo a conoscenza di tutte le “cose strane” che stavano accadendo a Hawkins, una piccola cittadina dell’Indiana. In quella piccola cittadina era invece il 6 novembre 1983 ed era appena scomparso un bambino in circostanze misteriose.

Stranger Things è una delle serie più di successo della piattaforma streaming Netflix e proprio oggi inizia l’ultima avventura, l’ultima sfida che i personaggi dovranno affrontare. Non tutti sanno che in realtà Stranger Things non era il nome al quale avevano pensato i suoi creatori, i fratelli Duffer. La serie tv doveva chiamarsi Montauk, nome dei presunti esperimenti che sono stati fonte di ispirazione.

Il progetto Montauk sembra nascere, o meglio derivare, dal Philadelphia Experiment. Si racconta che durante la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti iniziarono a sperimentare lo spazio-tempo. L’obiettivo era rendere invisibili le navi all’occhio umano e ai radar. Nel 1943 si svolsero degli esperimenti sulla nave da guerra USS Eldridge, ai quali presero parte moltissimi dei migliori scienziati dell’epoca, tra cui Albert Einstein. La nave venne ricoperta da generatori che avrebbero dovuto renderla invisibile. Una volta avviati, pare che una luce blu abbia involto la nave per poi farla sparire completamente. L’imbarcazione venne poi rinvenuta nel porto di Philadelphia, a cinque ore di navigazione dal luogo dell’esperimento. Le conseguenze riportate furono assurde, come marinai impazziti o fusi con la nave stessa.

Prima del 1955 questa leggenda non esisteva: tutto inizia con i racconti di un presunto testimone oculare chiamato Carlos Miguel Allende (o Carl M. Allen). Ma nessuno è mai riuscito a confermare i suoi racconti fantastici, secondo cui Einstein in persona gli aveva spiegato come viaggiare più veloci della luce.

Un’altra teoria cospirazionista, della quale non si hanno prove concrete è l’esperimento Montauk. Sarebbe nato intorno agli anni Cinquanta a Camp Hero, ex campo dell’aeronautica militare nello stato di New York. Diverse testimonianze affermano, infatti, che il progetto Montauk sia avvenuto veramente e sia stato avviato e svolto dai sopravvissuti del Philadelphia Project.

Il progetto Montauk è a tutti gli effetti una leggenda metropolitana, in quanto non si hanno documenti che ne confermino l’esistenza, ma solo testimonianze di chi quei presunti esperimenti li ha vissuti. L’intento degli esperimenti era quello di riuscire a creare un mezzo adatto ad affrontare una guerra psicologica.

Preston B. Nichols, ingegnere elettronico assunto dal governo per gli esperimenti, pubblicò una serie di libri intorno agli anni Ottanta. Nei testi affermava che per portare avanti gli esperimenti il governo rapiva dei bambini per modificarli geneticamente e psicologicamente. Si narra che alcuni di loro siano addirittura scomparsi dopo essere stati mandati in tunnel temporali aperti dagli scienziati.

Dopo la pubblicazione, le persone che dichiaravano di avere dei ricordi repressi spaventosi legati a quei deplorevoli esperimenti furono sempre di più. I cosiddetti “Montauk Boys” erano costretti a cambi improvvisi di temperatura, venivano picchiati, lasciati a digiuno per giorni mentre venivano costretti ad assumere droghe allucinogene.

Un testimone fermamente convinto di essere uno dei Montauk Boys è Joe Loffreno, un uomo sulla cinquantina cresciuto a Montauk e che attualmente lavora come impiegato nei parchi di Camp Hero. I ricordi dell’uomo si sono risvegliati grazie ad un’ipnoterapia svolta da uno specialista di New York. Loffreno crede che intorno all’età di 12 anni sia stato rapito insieme a un suo amico mentre facevano un giro in bici per esplorare la zona militare e di essere stato portato attraverso uno dei vecchi tunnel di artiglieria in un laboratorio sotterraneo dove sono stati condotti esperimenti su di lui.

 “Sono stato ipnotizzato da un ipnotizzatore certificato per circa 40 minuti e tutti questi ricordi mi sono riaffiorati. Ci hanno fatto una cosa molto brutta la fuori. Eravamo solo ragazzini. Non avevano il diritto di sperimentare su di noi. Era una cosa molto oscura, molto malvagia. Analizzato come animali” dichiarò al The Post. Disse anche che con lui c’erano altri 50 bambini e crede che molti di loro siano stati uccisi. Sarebbe facile definirlo fuori di testa, ma ha una moglie, dei figli e degli amici che non lo definirebbero tale.

Peter Moon nel 1992, in un libro descrisse tutti gli esperimenti che si sono svolti a Camp Hero. Ne cita uno in particolare che sfruttava l’elettromagnetismo per amplificare i poteri psichici di una persona seduta sulla cosiddetta sedia Montauk. Duncan Cameron era un ex membro dell’equipaggio della USS Eldrige (la nave dell’esperimento di Philadelphia), pare che il suo potere psichico fosse quello più sviluppato e forte tanto da riuscire a fare materializzare oggetti a cui pensava intensamente. The seeing eye era un altro esperimento presumibilmente svolto da Duncan, consisteva nel fargli tenere in mano una ciocca di capelli di una persona e solo stando a contatto con essa, riusciva a percepire le stesse sensazioni del proprietario. Tutti esperimenti avvenuti sulla sedia Montauk.

Sembrerebbe che Duncan Cameron fosse il bambino più dotato tra tutti i Montauk Boys. Si racconta addirittura che fece comparire un mostro tramite un tunnel che attraversava lo spazio-tempo. Il mostro venne ucciso con la distruzione della sedia Montauk.

Il governo proibì a tutti di parlare di ciò che avvenne a Camp Hero, facendo murare il piano interrato nel 1984. Non sapremo mai se si tratta di leggenda o verità. La serie tv prende quindi ispirazione da questi eventi, veri o presunti. A Camp Hero inoltre erano presenti delle antenne costruite durante la Guerra Fredda per prevenire un eventuale attacco nucleare sovietico, con l’intenzione di dare agli Stati Uniti un avvertimento di 30 minuti.

Le antenne emettevano fino a 425 MHz, che sarebbe anche la frequenza capace di entrare nella coscienza umana. Anche i locali che denunciano le storie della “base sotterranea segreta”, ammettono che quando la torre era in funzione interferiva con i televisori e altri dispositivi elettronici e molte persone hanno riferito di soffrire di mal di testa.

Stranger Things ha fatto scoprire al pubblico più giovane la musica degli anni Ottanta e le paure della guerra fredda: ha fatto provare nostalgia, invece a chi quegli anni se li ricorda bene. Ha insegnato a tutti il valore dell’amicizia, di quanto sia fondamentale in tutte le tappe della nostra vita. Ci ha ricordato costantemente chi è il vero nemico. Una storia che sta andando verso il suo capitolo finale. Ci vediamo dall’altra parte.

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