La facoltà di Medicina rappresenta un sogno per moltissimi studenti e studentesse di tutto il mondo. Anche molti adulti tentano di diventare medici dopo aver perseguito altre carriere. A causa del grande numero di aspiranti medici, pertanto, acquistano rilevanza anche le modalità di accesso al corso di studi: è importante trovare un modo efficiente di accogliere le richieste di iscrizione e filtrarle correttamente.

Attualmente l’Italia si avvale di un sistema inedito per l’ammissione: il “semestre filtro”. Esso si distingue dai metodi di reclutamento degli altri Paesi per un motivo principale: è stato eliminato il test d’ingresso iniziale. Dunque chiunque è libero di iscriversi alla Facoltà di medicina e di partecipare alle lezioni senza dover prima superare alcuna prova selettiva.
A prima vista, il nuovo sistema italiano potrebbe sembrare fallace a causa di tale premessa. Tuttavia, gli esami che non ci sono in entrata si ripresentano lungo il percorso. Gli esami che costituiscono il criterio di selezione sono tre e si tratta dei seguenti:

-Biologia

-Chimica e propedeutica biochimica

-Fisica

Per poter continuare gli studi a Medicina è necessario superare tutti e tre gli esami, ottenendo, quindi, un punteggio minimo di 18 su un massimo di 30 in ciascuno di essi e, successivamente, piazzarsi nella fascia più alta della graduatoria nazionale che viene stilata in seguito alla conclusione della sessione: se ci sono, ad esempio, 24.026 posti disponibili per medicina e chirurgia nel 2025, allora i candidati ammessi sono proprio i primi 24.026 della classifica. Chi non dovesse riuscire a rientrare in tale gruppo verrà smistato in altre facoltà, indicate dagli iscritti all’inizio dell’anno come piani B, afferenti all’area medico-sanitaria, come farmacia, biologia e biotecnologie. L’opportunità di ritentare l’impresa si presenterà l’anno successivo. La competizione, come sempre, è altissima: nel 2025, per i 24.026 posti menzionati prima si sono iscritte ben 54.313 persone.

Foto di SAMUEL GABRIEL da Pixabay

Sono molti i dubbi sollevati da tale tipologia di organizzazione: anzitutto, non si sa come gestire, a livello di spazio, la massa di persone che è accorsa a lezione; si è dovuto ricorrere, infatti, alla DaD, cioè la didattica a distanza, in molte università italiane. È possibile, inoltre, che la competitività tossica tra gli studenti, già presente prima della riforma, sia aumentata ulteriormente, creando un ambiente ancor meno sano e accogliente per gli iscritti, i quali sono già sottoposti a degli stress non indifferenti a causa della quantità di informazioni da assimilare ed esami da dare. Infine, la domanda fondamentale è la seguente: c’è stato effettivamente un miglioramento? Alla luce del fatto che il corrente è solo il primo anno in cui si devono svolgere le nuove prove, la risposta più sensata è che non c’è modo di determinarlo con certezza al momento e bisogna aspettare.

In compenso, è utile parlare dell’esame somministrato prima della riforma per comprenderne i punti di forza e di debolezza. Esso si articolava in: 7 domande di comprensione del testo e conoscenze acquisite negli studi, 15 quesiti di biologia, 15 quiz di chimica e fisica e 13 interrogativi di matematica e ragionamento. Il totale è, quindi, di 50 domande, da svolgere in 90 minuti. Per ogni risposta corretta veniva attribuito 1 punto, per ogni risposta errata se ne levavano 0,25 e per quelle lasciate in bianco non si apportavano modifiche al punteggio. Il test d’ingresso è stato discusso molto negli anni precedenti per la sua vastità e complessità e ci si è chiesto spesso se fosse il caso di modificarlo o copiare i sistemi di altre nazioni. Ad esempio, nel Regno Unito agli aspiranti medici viene somministrato l’UCAT, un test dalla durata poco inferiore alle due ore e comprendente solo competenze cognitive di vario tipo, da associare, ovviamente, a un’ottima conoscenza della lingua inglese. Il problema è che non c’è un sistema universalmente migliore e, anche se ci fosse, sarebbe troppo presto per determinare se il semestrale filtro sia, per l’appunto, più funzionale degli altri meccanismi di ammissione o no. Detto ciò, è necessario aspettare e osservare gli eventi per ottenere le risposte desiderate.

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