In una società aperta e in lotta per i diritti inviolabili dell’uomo, trovo paradossale come, dal punto di vista digitale, non si eserciti questo stesso impegno. Tutti i giorni infatti utilizziamo i social senza ignorare che dietro ad essi si celano tutta una serie di multinazionali e di gruppi oligarchici che di fatto controllano Internet. Basti pensare che l’ormai defunto Twitter, che adesso opera con il nome di “X”, sia controllato da Elon Musk, multimiliardario sudafricano che non fa molto per nascondere la sua adesione alle ali più radicali ed estremiste del partito Repubblicano americano. Oppure Zuckerberg, che in maniera più o meno celata dà ampio margine d’azione al governo degli Stati Uniti, fornendo il suo appoggio per oscurare sulle sue piattaforme contenuti malvisti dall’élite che di fatto controlla quella che un tempo era chiamata “La più grande democrazia del mondo”.

L’Europa, d’altronde, non ha mai fatto molto per rendersi tecnologicamente indipendente dall’America, e di questo ne risentiamo sicuramente, poiché in questo modo, pur combattendo per cause nobili ogni giorno, ci scordiamo di come all’interno dei nostri smartphone diamo indirettamente il nostro supporto a quelle compagnie e multinazionali che fanno tutto fuorché promuovere quei valori civili e sociali che ci stanno tanto a cuore. È qui che entra in gioco una rete di piattaforme che ha scelto di fare da promotrice sul web, principalmente a nome dell’Europa ma anche di tutto il mondo, dei diritti di libertà e uguaglianza, ma permettendo una loro totale affermazione nel mondo digitale: il Fediverso.

La parola fediverso è l’unione di “federazione” e “universo”, ed enfatizza l’autonomia, il potere degli utenti sulle piattaforme e la tutela della privacy. Il fediverso può essere, secondo me, spiegato molto facilmente attraverso un esempio: le e-mail. Che voi abbiate come provider Gmail, Libero, Aruba o Virgilio o qualunque altro, potrete scrivere a chiunque abbia un provider diverso. Ecco, ora applicate lo stesso principio, ma ai social network. Il fediverso è come una rete di tante piccole isole, dette istanze, che possono senza alcun limite comunicare tra loro, un po’ come se poteste scrivere ad un vostro amico su X con il vostro account instagram. L’obiettivo del Fediverso è assicurare che tutti quanti gli utenti possano “ospitare” una di queste isole ed esserne i soli responsabili, e dunque eliminare qualsiasi forma di controllo su ciò che l’utente possa scrivere e pubblicare. Certo, non deve vigere una sorta di anarchia, per questo ogni istanza ha dei moderatori che, all’atto della registrazione, mettono nero su bianco le “leggi” dell’istanza a cui vi state iscrivendo, ma ciò non toglie che ognuno degli utenti sia libero di spostarsi, in qualsiasi momento, in un’altra istanza con regole che vi siano più gradite, contrariamente a quanto accade su Facebook o instagram, dove l’utente può scegliere un solo server, gestito dall’azienda sviluppatrice.

Questo garantisce pieni poteri solo a chi gestisce il social network, che il più delle volte può eliminare contenuti a suo piacimento, oltre che vendere i dati dei propri utenti ad aziende in altri paesi. Ciò non accade sul fediverso, dove oltre alla totale assenza di cookie, traccianti e pubblicità, i dati degli utenti sono trattati in maniera assolutamente conforme alle norme del GDPR, una normativa dell’Unione Europea che garantisce la privacy e i diritti online dei consumatori, e i ricavi provengono quasi interamente dalle donazioni degli utenti in quanto in molti casi il fediverso viene gestito da organizzazioni no profit. È tutto in mano all’utente, non alla piattaforma, e dunque la privacy è assolutamente garantita. Inoltre tutti i social network del fediverso sono totalmente open source, e quindi chiunque può copiare il loro codice sorgente, dov’è scritto tutto ciò che è inerente al loro funzionamento, modificarlo, ripubblicarlo, migliorarlo… insomma, può farci letteralmente ciò che vuole, a condizione che non lo riutilizzi a scopo di lucro. Tutto il contrario dei social tradizionali, dove il codice sorgente è chiuso e impossibile da visionare, così come il loro algoritmo: mentre sui social tradizionali infatti questo è “istruito” per tenervi incollati allo schermo il maggior numero di tempo possibile, sul fediverso l’algoritmo è strettamente ridotto all’osso, e vi farà comparire solo il contenuto di chi avete scelto di seguire.

Come possiamo vedere dall’immagine, il fediverso è come un grande “albero”, pieno di piattaforme e social differenti che comunicano tra loro grazie ad un “protocollo” che funge da ponte tra i vari social. Questo significa che un utente su Mastodon non avrà problemi a vedere un post su Pixelfed o Misskey e viceversa. Sebbene il protocollo maggiormente in uso sia “Activitypub”, alcuni social, come Matrix e Diaspora, ne usano uno separato e non comunicante con gli altri. Ciò è dovuto al singolo sviluppatore, che sceglie quale protocollo o meno usare. Tranne Matrix, tuttavia, gli altri social che tratterrò, e che sono anche i più usati, utilizzano tutti Activitypub come protocollo.

Mastodon

App per microblogging (come Twitter, per capirci), Mastodon è stato creato dal tedesco Eugen Rochko nel 2016, e ad oggi è il social network più usato del fediverso, con circa più di un milione di utenti attivi mensilmente. Le istanze registrate sono più di 3000, ma è mastodon.social quella più grande, oltre ad essere gestita dalla società senza scopo di lucro dello stesso sviluppatore. Ha avuto un’impennata di registrazioni dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, e ad oggi persino la Commissione Europea ha un account ufficiale. Truth, il social network di proprietà di Donald Trump, è stato creato utilizzando il codice sorgente open source di Mastodon. Oltre all’ app ufficiale su Apple e Android, ci sono moltissimi fork (ovvero app di terze parti per utilizzare Mastodon) fatti dalla community. C’è anche un’istanza italiana chiamata mastodon.uno.

Lemmy

Alternativa federata a Reddit, e dunque diviso in comunità incentrate in vari argomenti, Lemmy è nato dallo sviluppatore tedesco Dessalines nel febbraio del 2019. A differenza di Mastodon, non ci sono app ufficiali ma solo server, come lemmy.world, il più usato, e per utilizzarlo si usano dunque fork open source di terze parti come Thunder, Ethernity etc…Lemmy ha cominciato a diventare famoso e ad accogliere tantissimi utenti nell’estate del 2023, quando l’azienda dietro Reddit ha reso più stringente l’uso del proprio codice per la creazione di fork open source con l’intento di uccidere le app di sviluppatori di terze parti e spingere gli utenti ad usare l’app ufficiale, piena di traccianti e pubblicità. Dopo questa mossa, le istanze di Lemmy sono passate da poco più di 100 a più di 1000 nel solo 2023. Ad oggi ha all’incirca 100000 utenti registrati e 30000 utenti attivi mensilmente, con i numeri che aumentano sempre di più. Tra le istanze, feddit.it è quella dedicata ad utenti italiani.

Pixelfed

Social adibito alla pubblicazione di foto, molto simile all’Instagram delle origini. Fu creato dallo sviluppatore canadese Daniel Supernaoult, permette la pubblicazione e condivisione di foto e video, oltre che alla creazione di storie. Nel 2025 Pixelfed ha visto un enorme flusso di nuovi iscritti quando Meta ha cambiato le sue regole eliminando il fact-checking sulle sue piattaforme. L’app ufficiale è disponibile su IOS e Android, ma personalmente preferisco il fork Pixelix.

Peertube

Alternativa decentralizzata a Youtube, Peertube è nato in Francia nel 2015 e attualmente gestito da una società di Lione senza scopo di lucro, la Framasoft. Ogni instanza può caricare i propri video e interagire con le altre. Nel novembre 2020 contava circa 60.000 utenti e 400.000 video. Sono disponibili vari fork oltre all’app ufficiale, come Newpipe (che è anche un fork di youtube)

Misskey

Non molto diverso da Mastodon, seppur nato prima, Misskey è anch’esso un servizio di microblogging, nato nel 2014 dallo sviluppatore giapponese Eiji “syuilo” Shinoda, e diventato federato solo nel 2018 con l’adozione del protocollo Activiypub. Come Mastodon, ha guadagnato popolarità nel 2022 quando Musk ha acquisito Twitter. E’ un po’ più in disparte degli altri social, e ad oggi è più utilizzato da utenti giapponesi e sudcoreani come forum. Esiste tuttavia un’istanza italiana, misskey.social. Da novembre 2025 si vocifera che potrebbe cominciare ad usare un suo personale protocollo al posto di Activitypub, ma questo cambiamento dovrebbe riguardare solo misskey.io, l’istanza più conosciuta, e non le altre. Non esiste un’app ufficiale, e oltre ad Aria su Android esistono pochi fork del progetto.

Matrix

“Pecora nera” del fediverso, Matrix.org non è una piattaforma con delle istanze come Mastodon o Lemmy, e sebbene non faccia teoricamente parte dell’ecosistema del fediverso ho deciso di includerla per la sua importanza nell’ambito open source. Matrix non è infatti un’app, bensì un protocollo a sé stante come Activitypub, e con l’obiettivo di creare un’alternativa libera e decentralizzata ai servizi di messagistica, principalmente Whatsapp e Discord; non è dunque comunicante con gli altri social del fediverso. E’ stato lanciato dall’omonima azienda no-profit britannica, la “Matrix.org foundation”, nel 2014. Ad oggi l’app di riferimento per utilizzarlo è “Element”, disponibile sia su Android che su Iphone oltre a PC. Nonostante la poca diffusione a livello globale, per la sua elevata sicurezza è stato implementato da molte entità governative in Europa, tra cui Francia e Inghilterra, e nel mondo per la comunicazione a livello statale. E’ anche molto usato da sviluppatori open source come alternativa a Discord per interagire con gli utenti delle proprie applicazioni. Ad oggi conta più di 28 milioni di account registrati.

Il “caso Bluesky”

Scelgo di dedicare una sezione a parte per Bluesky, in quanto il progetto non fa parte del fediverso ma potrebbe diventarlo in futuro. Nel 2019 Twitter aveva finanziato un piccolo gruppo di sviluppatori per creare un protocollo decentralizzato per social network, ma poi il progetto prese una piega a sé stante quando gli sviluppatori lasciarono Twitter e nel 2022 crearono Bluesky, un social network facente uso di AT Protocol, altro protocollo come Matrix e Activitypub. La sua popolarità e quella di Mastodon esplosero con l’acquisizione di Twitter, ad oggi X, da parte di Musk, e nel 2023 vennero rilasciate le app per IOS e Android oltre al codice sorgente. Sebbene sia decentralizzato, e dunque ognuno può creare la sua istanza per utilizzarlo, non fa parte del fediverso data la diversa natura del suo protocollo. Sebbene in diretta competizione con X e in minima parte con Mastodon, ad oggi esistono “bridges” creati da sviluppatori di terze parti che permettono agli utenti Bluesky di vedere i post su Mastodon e viceversa, ma è tutto ancora in una fase di sviluppo iniziale e non è stato detto nulla di ufficiale. Ad oggi Bluesky ha superato i 100 milioni di download, e molte personalità importanti oltre che testate giornalistiche sono passate da X a Bluesky, tra cui Barack Obama o la Camera dei Comuni inglese, oltre che la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Layen. Al momento, l’amministratrice delegata di Bluesky Jay Grabe ha escluso la possibilità a breve termine dell’adozione di Activitypub, poiché di fatto la piattaforma è ancora in una fase di sviluppo attiva e necessita di ulteriore lavoro, ma ciò non significa che in futuro non possa essere implementato.

Come avrete potuto vedere, le piattaforme del Fediverso sono tantissime, e parlare di tutte è impensabile (c’è Funkwhale, alternativa a Spotify, o Castopod, per i podcast, eccetera). In un mondo così digitalizzato come il nostro, il Fediverso ha l’obiettivo di essere un baluardo contro l’imperversare delle multinazionali, soprattutto americane, sui social, di promuovere l’importanza dell’open source e del software “libero” e di fornire alcuni degli strumenti necessari per permettere all’Europa di creare un ecosistema digitale autonomo (quasi tutti i social del Fediverso sono infatti nati in Europa) e indipendente dagli Stati Uniti, tema che di questi tempi è molto importante.

Se volete saperne di più sul fediverso, vi consiglio di visitare il sito, completamente italiano, de “lealternative.net”, dove questo argomento trova molto spazio, oppure anche “fediverso.it”.

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