è conosciuta come “ludopatia”, anche se sarebbe più appropriato definirla “disturbo da gioco d’azzardo”, in quanto si tratta di una vera e propria patologia che porta a giocare in modo compulsivo e senza controllo, arrivando a compromettere la sfera personale, sociale ed economica di chi ne soffre e dei familiari.
Una persona affetta da ludopatia perde progressivamente il controllo nella gestione del gioco d’azzardo, aumentando il numero delle puntate e la quantità di soldi investiti nel gioco, sia per provare piacere – legato alla dopamina – sia per tentare di recuperare il denaro perso in precedenza. In questo modo, è possibile che l’individuo soffra di ansia e irritabilità a causa dei soldi persi o delle crisi di astinenza. Questo può inoltre portare al danneggiamento delle relazioni e a un crollo della propria carriera lavorativa o dei risultati scolastici. Date tali dinamiche, non è improprio paragonare la ludopatia alle varie tossicodipendenze, nonostante in questo caso non ci siano delle vere e proprie sostanze chimiche che inducono a una dipendenza.
Vedendo alcuni dati nota subito che i casi sono tutt’altro che rari. Alcuni numeri sono sorprendenti. In negativo, ovviamente. Nel 2023, sono stati giocati in Italia circa 150 miliardi di euro. Nel 2024 la cifra si attesta sui 157,4 miliardi, invece nell’anno appena concluso la spesa è stimata attorno ai 170 miliardi di euro: si tratta di numeri che superano addirittura la spesa pubblica annuale nella sanità e nell’istruzione. Parlando del numero di giocatori, nel 2024 18 milioni di italiani ha giocato almeno una volta tra scommesse sportive, gratta e vinci, slot e altre forme di gioco d’azzardo; tra questi, 1.5 milioni sono patologici.

Una delle peculiarità del gioco d’azzardo è la facilità tramite cui può raggiungere diverse categorie di persone, tra cui i giovani, per i quali il gioco sarebbe proibito per legge. Nonostante la pubblicità a servizi di gioco d’azzardo in Italia sia proibita dal 2018 grazie all’introduzione del Decreto Dignità, è ancora presente il fenomeno della pubblicità indiretta a siti – che trattano spesso di notizie sportive – che rimandano al portale di scommesse principale. Il solo divieto della promozione del gioco d’azzardo non può risolvere il problema della ludopatia, poiché, come abbiamo visto, il gioco d’azzardo è ormai radicato nella società. Qualsiasi persona, anche minorenne, può avere facile accesso al gioco se introdotto da parenti, amici o conoscenti, quindi l’importante è essere informati dei rischi del che comporta e su come riconoscere i sintomi della ludopatia in sé stessi e nelle persone a noi vicine, soprattutto nell’era odierna, in cui essendo sempre connessi è possibile accedere al gioco in maniera ancora più incontrollata.

Se pensi di avere comportamenti riconducibili alla ludopatia, è possibile richiedere l’autoesclusione dal gioco a distanza sul sito dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, mentre se volessi ricevere o fornire un aiuto gratuito e anonimo è possibile contattare il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d’azzardo al numero 800 55 88 22, che può indirizzare verso servizi territoriali che offrono sostegno a tutti coloro che soffrono di questa dipendenza.
