È stato uno dei corsi più frequentati durante la Settimana dello Studente, uno dei momenti più interattivi, divertenti e stimolanti; avete già capito? Stiamo parlando del corso di murales. La professoressa Eleonora Bona, che ha diretto il corso per tutta la settimana, ha deciso di rilasciare un’intervista esclusiva alla redazione di Res Novae, ma non sarà solo la prof a parlare: anche alcuni studenti che hanno partecipato al corso hanno risposto ad alcune domande.

Come nasce l’idea del corso per la settimana dello studente?
Professoressa Bona: Da un’ iniziativa dei rappresentanti di istituto, che desideravano proporre un’attività creativa e formativa per gli studenti. Parlando con loro è emersa la volontà di riqualificare lo spazio esterno dietro l’aula magna della sede centrale, abbandonato a sé stesso. È quindi un’iniziativa partita dagli studenti, per gli studenti, che io ho solo aiutato a concretizzare.
Pensava, dati i grandi numeri degli iscritti, che il corso avrebbe avuto tanto successo?
P.B: Decisamente no, speravo in un discreto interesse ma mai mi sarei immaginata questi numeri. I rappresentanti degli studenti mi avevano anticipato che ai compagni sarebbe interessata un’attività di questo tipo, già proposta nel corso degli anni dai colleghi di arte ma ormai ferma da qualche tempo. Speravo quindi in una discreta partecipazione ma i numeri che ci sono stati mi hanno sorpresa positivamente.
Quale significato si nasconde dietro questi murales?
P.B: La celebrazione dell’arte e della bellezza. I lavori non sono di per sé “celebrativi”, lo scopo principale è sempre stata la riqualificazione dell’area e tutti i benefici che ne derivano. In un ambiente bello, sano, siamo portati ad agire virtuosamente. È questo il grande potere dell’arte di strada nei contesti urbani, difficili o meno. I primi murales, sul lato sinistro del cortile, sono stati pensati come omaggio a grandi artisti, Matisse, Mondrian e Haring. I restanti muri sono nati spontaneamente nel corso della settimana, ispirati alla natura e al contesto che ci circonda.

Un murales ispirato a La Danza di Matisse
I ragazzi sono stati partecipativi e hanno apprezzato l’arte dei murales? Inoltre per lei èstato difficile “gestire i lavori”?
Sì, il feedback è stato positivo e la partecipazione attiva ha superato le aspettative. L’attività e il risultato finale sembrano essere stati apprezzati. La street art è, infatti, un movimento estremamente attraente per gli studenti, che sono ormai abituati a vederla ovunque. Non è stato semplice gestire diversi “cantieri” da sola ma l’ho fatto con piacere, e con autentica soddisfazione. Sono emerse alcune difficoltà legati ai numeri e alla gestione del lavoro: c’è infatti un limite fisico da rispettare per poter lavorare a un singolo murales e nella pittura ci sono diversi tempi morti legati ai tempi di asciugatura. Detto ciò, non ci sono stati particolari incidenti, fatta eccezione per quelli dovuti alle condizioni atmosferiche sfortunate (abbiamo avuto un giorno di fermo a causa della pioggia).
È soddifatta dei risultati ottenuti con i ragazzi?
P.B: Sì, sono molto soddisfatta, credo che sia stata un’esperienza positiva per gli studenti. Non è semplice realizzare dei murales, soprattutto per coloro che non hanno basi tecniche ed esperienze pregresse, ma il risultato è stato più che buono. Molti studenti hanno dimostrato entusiasmo e spirito d’iniziativa: il risultato più grande per me. Spero che il lavoro fatto abbia soddisfatto le aspettative degli alunni, riqualificando un’area della scuola dimenticata e permettendo loro di sperimentare un’attività creativa che ha un impatto significativo sulla loro quotidianità.

Realizzazione del murales ispirato alle opere di Haring
Per comprendere meglio gli altri punti di vista riguardo questo corso, abbiamo bisogno anche di coloro che hanno effettivamente realizzato questi murales: gli studenti. Ecco perché qui ci sono alcune risposte a due semplici domande:
Come mai hai partecipato al corso? Come è stato per te realizzare i murales?
Studente 1: Ho deciso di partecipare al corso per via di alcune amiche che volevano provarlo. Tornassi indetro lo rifarei volentieri e probabilmente lo risceglierei da sola. Quando abbiamo preso i pennelli e i colori in mano per me è stata una cosa bellissima: riempire gli spazi vuoti, vedere pian piano il progetto che prendeva forma è stata una cosa molto gratificante. Il lavoro finale poi è valsa tutta la fatica, i vestiti sporchi e le gambe doloranti per lo stare piegati.
Studente 2: Ho partecipato al corso perché pensavo fosse carino abbellire la scuola per renderla un luogo più confortevole. È stato bello realizzare i murales perché ero in compagnia e ho potuto condividere un bel momento con le mie amiche.
Se il prossimo anno ci fosse la possibilità di fare nuovamente questo corso ti iscriveresti? Perché?
Studente 1: Sì, perché per me è stato un ottimo momento di condivisione, in cui ho avuto la possibilità di socializzare e trascorrere del tempo in maniera diversa con i miei amici.
Studente 2: se non fossi in quinto e quindi prossima alla maturità, probabilmente sì. Da questo corso infatti ho davvero imparato molto, come per esempio avere pazienza, essere precisa e attenta a non sbagliare. Personalmente l’ho trovata una lezione gratificante e mi ha anche aiutato a parlare con persone che, al di fuori del corso, probabilemente non avrei mai notato o con cui non avrei mai parlato.
