Freddo criminale ma uomo affettuoso, assassino cinico ma persona sensibile, ladro senza regole ma con un’etica ben precisa con la quale mai entrerebbe in conflitto. Il suo nome è Diabolik, il personaggio ingegnoso che il primo novembre 1962 fece il suo arrivo nelle edicole italiane, segnando così la storia del fumetto made in Italy.

A inventarlo, 60 anni fa, furono le sorelle Angela e Luciana Giussani, due donne della borghesia milanese che ebbero il coraggio di lanciarsi in un’impresa senza precedenti.
Angela Giussani nasce a Milano il 10 giugno 1922. È modella, giornalista e redattrice. Angela è intraprendente e anticonvenzionale. Infatti, negli anni Cinquanta, guida l’automobile e ha addirittura il brevetto di pilota di aerei. L’idea di scrivere Diabolik venne proprio a lei: si racconta che nell’Agosto 1962, durante un viaggio in treno, Angela avesse avuto un’illuminazione trovando sul sedile di fronte un romanzo di Fantomas, criminale protagonista di un fumetto francese. Così nello stesso anno fonda l’Astorina, la casa editrice che dirige fino alla sua morte, avvenuta nel Febbraio del 1987.
Luciana invece nasce il 19 aprile 1928. Lei è concreta e razionale. Si diploma e viene assunta come impiegata in una società di elettrodomestici. Tuttavia ben presto comincia a lavorare a fianco della sorella all’Astorina, nella redazione di Diabolik.
In un’epoca in cui si guardavano ancora con sospetto le donne che volevano farsi strada da sole, le due, belle, colte, spiritose e con la passione per il crimine, decidono di dare voce alla loro creatività.

È così che il primo novembre 1962 esce il primo fumetto di Diabolik dal titolo Il re del Terrore in cui appare anche il suo antagonista, l’ispettore Ginko, destinato a essere sconfitto ma mai ad essere un perdente. Nonostante sia dotato di grande intelligenza e intuito, Ginko non riesce a prevalere sul suo nemico perché Diabolik gioca “sporco” e utilizza tecnologie e maschere mirabolanti di cui la polizia non può disporre.
Ginko è un uomo provvisto di una grandissima forza di volontà che anche di fronte alle numerose sconfitte contro l’inarrestabile Diabolik decide di non tirarsi indietro e continuare la sua lotta con il Re del Terrore.

Quando arriva nelle edicole, Diabolik porta subito alcune novità nel genere: ad Angela venne l’idea del fumetto “leggero”, in formato tascabile, con due o tre vignette per pagina. In questo modo la lettura in treno dei pendolari, osservati ogni giorno dalla finestra di casa davanti alla stazione centrale di Milano, sarebbe stata agevolata.
Un’altra novità è lo stravolgimento della figura dell’eroe. In calzamaglia scura e con gli occhi di ghiaccio, Diabolik è l’eroe nero. Un ladro di professione che ruba ingenti quantità di denaro, gioielli preziosissimi e non esita a uccidere chi intralcia i suoi piani.
Un genio del crimine, esperto nel lancio del pugnale e del travestimento ma dotato di profondi principi etici. Nonostante la fama da criminale, Diabolik intende tutelare i più deboli. Le sue vittime sono sempre personaggi immorali, malavitosi e disonesti arricchiti. Egli detesta i violenti e chiunque faccia del male a donne, bambini o animali.
Al fianco di Diabolik, bionda e bellissima, compagna nella vita e in brillanti rapine è Eva Kant. Appare per la prima volta nel terzo episodio L’arresto di Diabolik. È vedova di un tale Lord Anthony Kant, morto in circostanze sospette.
Durante il primo incontro con Diabolik, Eva si dichiara una donna fredda e pericolosa, con trascorsi di avventuriera e spia industriale. Per qualche anno avrà solo un ruolo di spalla nelle vicende e accetterà di seguire tutte le direttive di Diabolik, ma poi comincerà un percorso di crescita che la renderà autonoma e splendida agli occhi di tutto il pubblico.
Eva Kant ha assunto una centralità unica nel fumetto, divenendo in alcuni episodi la protagonista indiscussa della storia. Diabolik capirà ben presto quanto abbia bisogno di lei e quanto sia speciale averla accanto durante le loro spericolate avventure. Determinati, carismatici e ambiziosi, i due sono fatti l’uno per l’altra.

Diabolik oggi è un’icona ineguagliabile, considerato da molti l’orgoglio del fumetto italiano e che continua a vivere nel nostro quotidiano, amato e ammirato da tutti coloro che nel corso degli anni si sono appassionati al suo personaggio e alle sue instancabili imprese.
Il Re del Terrore ha colpito ancora e lo vedremo per molto altro tempo insieme all’affascinante Eva Kant a bordo della sua celebre Jaguar E-Type nera, inseguita dall’instancabile ispettore Ginko, pronti a travolgere tutti e tutto.

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Bravissima Dea. L’impegno e l’originalità si legge tra le righe.