Il tempo si può considerare semplicemente una grandezza fisica? Uno strumento per misurare un dato periodo? Il susseguirsi di eventi? O è anche il mezzo che ci permette di svolgere tutte le nostre azioni? Quella costante che scorre incessantemente appresso a noi? 

Questa serie di punti interrogativi che si accosta continuamente a tutte le nostre azioni è al centro del pensiero di molti filosofi, dei brani di cantanti, dei libri di autori. In generale, del pensiero di tutti gli uomini. Il tempo a nostra disposizione è sufficiente? Riusciamo o riusciremo mai a valorizzarlo al meglio? Queste sono solo alcune di quelle domande esistenziali, che accompagneranno per sempre l’uomo, che non hanno una risposta comune e alle quali, forse, non saremo mai in grado di rispondere in modo soddisfacente. 

Il maggior ostacolo alla vita è proprio l’attesa: fa dipendere tutto dal domani e, intanto, sciupa l’oggi. Tu vorresti organizzare quanto è nelle mani del destino, e ti lasci sfuggire ció che è già nelle tue. A quale scopo? A cosa vorresti arrivare? Tutto ciò che deve ancora venire è incerto: vivi il tuo presente.                                    Queste sono le parole del filosofo del I secolo d.C., Seneca.  Spendiamo il nostro tempo presente pensando al futuro e, dunque, non diamo il giusto valore agli istanti che stiamo vivendo. Facciamo dipendere la nostra esistenza da quello che accadrà dopo; una giusta accortezza per il nostro futuro, ma questo non deve limitare il nostro presente. È qualcosa di comune a tutti. Quante volte vi capita di trascorrere dei momenti pensando al dopo?  Sono a lavoro e penso a quando terminerò, sono a casa e penso a quando uscirò, sono fuori e penso a quando tornerò a casa.  E così un ciclo continuo di attimi non colti e di momenti che ci sfuggono dalle mani.

La concezione del tempo cambia di persona in persona, di generazione in generazione. Gli occhi di un bambino non sono ancora in grado di concepire il concetto di tempo che passa. Un giovane è turbato dal trascorrere del tempo; dalla paura di aver usato bene o meno quel tempo e dalla prima consapevolezza che gli attimi non tornano più indietro. Un anziano, infine, resosi conto in modo ancora più diretto del tempo passato, forse, acquisisce una consapevolezza più matura del valore da attribuire agli istanti presenti.

Come per ogni cosa, ci rendiamo conto del valore del tempo negli attimi più estremi, quando stiamo per perderlo. Ci rendiamo conto dell’importanza di qualche minuto quando abbiamo perso il treno e con questo anche ulteriori minuti “vuoti” ad aspettare il successivo. Ci rendiamo conto dell’importanza di qualche secondo quando, proprio per qualche secondo, non riusciamo a vincere una gara. Ci rendiamo conto dell’ importanza di qualche ora quando rimaniamo bloccati nel traffico e non raggiungiamo una meta tanto attesa. Ci rendiamo conto del tempo che passa quando ormai questo è già passato.  

Per concludere, rifacendosi alle parole di Seneca, il tempo non è poco, anzi, può essere anche tanto se riusciamo a valorizzarlo. Per fare ciò dobbiamo vivere il presente come fosse un’eternità senza perdere il tempo nel pianificare il futuro. Una parte del nostro tempo la perdiamo non facendo nulla o facendo del male ,ma, dovremo utilizzare il tempo per compiere azioni che vengono definite “alte” dal filosofo. Azioni che colgono gli attimi del presente. Attimi certi.  

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