La musica (dal greco “mysiké”) ci ha sempre accompagnato nel corso della storia. La sua evoluzione ha seguito quella dell’uomo, a partire dai suoni prodotti con utensili in osso o in legno dell’età preistorica, fino al pop contemporaneo e ai generi musicali più moderni.
Per capire da dove arriva la musica che ascoltiamo oggi, partiamo dagli anni Cinquanta del Novecento e arriviamo fino ad oggi.
Siamo all’inizio degli anni Cinquanta quando i musicisti che sarebbero diventati le più grandi icone del nostro tempo hanno fatto sentire al mondo la loro musica e lo hanno fatto innamorare. È proprio allora che i cantanti e i gruppi più celebri sono diventati dei divi, capaci di far sognare il pubblico. Da allora poco è cambiato: sappiamo bene quali sono i nostri miti preferiti, quelli che solo a sentirli nominare, ci fanno illuminare gli occhi. L’amore per la musica abbatte anche le barriere dell’età. Ci sono migliaia di fan sfegatati che, possano avere cinquant’anni o sedici, cantano come matti ai concerti dei loro idoli. Questo perché accade? Perché le star della musica continuano a rimanere nei nostri cuori, nelle nostre playlist, o rivivono nei giradischi degli appassionati del vinile?
Semplice. Le vere icone non hanno soltanto prodotto musica, ma sono state persone che avevano qualcosa in più da dire, qualcosa a cui nessuno aveva mai pensato prima, qualcosa che nessuno aveva mai detto o fatto prima. Prendiamo ad esempio John Lennon, indiscutibile icona della musica pop rock. Una sua frase citata in libri, articoli e film, oggi ci appare illuminante: “Quando avevo cinque anni – ricordava il musicista di Liverpool – mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero come volessi essere da grande. Io scrissi “felice“. Mi dissero che non avevo capito il compito e io risposi loro che non avevano capito la vita”.
Non solo conta la musica che ha prodotto, ma gli ideali che ha incarnato, dunque. John Lennon era un pacifista ribelle. Racconta che lo era sin da piccolo, insieme alla sua band, a scuola. Voleva scrivere una pagina di storia della musica e sapeva che ci sarebbe riuscito, ci ha creduto sempre.
Le icone sono anche quei personaggi che magari avevano la giusta acconciatura, il giusto stile, la giusta personalità. Elementi fusi insieme e al momento giusto. Come ad esempio l’icona del Glam Rock, David Bowie. Si riteneva una persona spirituale e una rockstar. Si descriveva come uno che si lascia ossessionare dalle cose, come il baseball, ad esempio. Era un amante dell’arte. Gli piaceva vedere come interpretiamo la nostra cultura, sotto qualunque forma essa si presenti. Non si riteneva una persona intelligente o intellettuale; lui si riteneva solo puramente istintivo.
Se negli anni Ottanta le donne portavano i capelli biondi, corti e ricci, lo si deve al look di un’altra straordinaria icona del tempo: Madonna. Un’icona senza tempo, che ancora oggi è sulla cresta dell’onda, nonostante siano passati più di 30 anni da quando si è imposta al pubblico. In un’intervista alla trasmissione Che tempo che fa, ebbe da ridire proprio sulla discriminazione basata sull’età. “Chiunque e ovunque si può dire qualcosa di offensivo sulla mia età. E continuo a pensare: perché viene accettata una cosa del genere? Qual è la differenza tra questo tipo di razzismo e gli altri? Tutti mi giudicano dall’età. Non capisco”. L’ex Material girl è sempre stata trasgressiva. La donna che in un video ha avuto il coraggio di sceneggiare un bacio tra lei e Gesù sceso da un quadro, in chiesa. Ma proprio per questa sua capacità di sfidare le convenzioni è stata, ed è, un’icona. Aveva personalità, bellezza, passione e talento.
Se si parla di talento, non si può trascurare il re del Pop. Il cantante, compositore e ballerino Michael Jackson. Una delle ragioni della sua fama era la sua ambiguità multiforme. Diceva di sé che la sua musica era il suo vero travestimento. E il suo dono, perché era convinto di poter vivere per sempre grazie alla sua musica. A quasi dieci anni dalla sua scomparsa, ha dimostrato di avere ragione.
Si sapeva descrivere in modo poetico: raccontava anche che doveva trovare la sua stella, che avrebbe continuato a cercarla finché non l’avrebbe trovata. E che era nascosta nel cassetto dell’innocenza, avvolta in una sciarpa di meraviglia.
Se si parla di morti tragiche, viene subito in mente la regina del Soul Jazz: Amy Winehouse, un miscuglio di pazzia, droga, alcool, talento e capelli stravaganti che ha fatto la storia. La sua voce ha stregato tutte le generazioni che l’hanno vissuta in prima persona e generazioni che tuttora la idolatrano. La sua storia ha commosso il mondo: malata di bulimia, dipendente da alcool e droghe. Scriveva del suo “Baby Blake”, della relazione controversa, come in Love Is A Loosing Game, o in I Heard Love Is Blind e in Back to Black. Scriveva testi insolenti, seguendo la sua indole: Rehab è uno di quelli, giocato sul suo rifiuto di andare in riabilitazione. Sapeva di non avere tempo da sprecare. Per lei la musica era la sua unica terapia, che avrebbe potuto trasformare i suoi fallimenti in vittorie.
Cambiamo genere, ma parliamo sempre di miti. Gli AC/DC sono considerati un gruppo heavy metal, ma loro si sono sempre sentiti vicini al Rock. Hanno sempre cercato di comporre canzoni, non riff o suoni il più pesanti possibile, anche se hanno ammesso che ogni tanto i suoni “escono potenti come martelli pneumatici”.
Anche i Queen hanno scritto pagine indimenticabili di storia. Freddie Mercury definiva i Queen la più grande band Rock ‘n Roll e, senza ombra di modestia, si definiva il più importante fra tutti i componenti. Ha sempre saputo di essere una star ed era certo che tutto il mondo fosse d’accordo con lui. Se per essere un’icona serve un livello elevato di egocentrismo, a lui quella qualità non mancava di certo.
Ma anche Kurt Kobain, dei Nirvana, era un tipo speciale. Diceva quello che voleva e quello che diceva era stravagante e originale. Sappiamo bene, però, che se non si è originali non si può creare nulla di nuovo. Diceva di essere diverso, di amare questa sua diversità e, se veniva preso in giro per quello, lui rideva di quelli che lo prendevano in giro. Diceva che era meglio essere odiato, che essere amato per ciò che non si è.
Facce bianche, con fulmini, stelle e disegni stravaganti: i Kiss. Acconciature strabilianti, trucchi esagerati, lingue di fuori e Rock. Sarebbero sopravvissuti a tutto e a tutti; una band come quella non poteva passare di certo inosservata. Un altro elemento utile per diventare un idolo.
Oggi la musica è cambiata tanto. Pur rimanendo legata ai propri modelli di riferimento ha aggiunto qualcosa di originale, capace di stupire e far emozionare la gente. Per quanto riguarda il pop rock, l’elettropop, l’indie rock e il rock alternativo, abbiamo gli Imagine Dragons, un gruppo musicale statunitense che ha conquistato le classifiche di Billboard, ha vinto un Grammy Award e ottenuto un disco di diamante e vari altri riconoscimenti.
La loro è una musica particolare e ricercata, moderna e molte volte elettronica, che sicuramente può essere ritenuta molto originale.
Invece, a rappresentare il genere pop, ci sono diversi artisti e gruppi di grande successo, come Mariah Carey, Rita Ora, Céline Dion, Camilla Cabello, Miley Cyrus, Little Mix, Lady Gaga, Zara Larsson, Troye Sivan, Maroon 5, Coldplay, Britney Spears e Ariana Grande.
Quest’ultima (Ariana Grande-Butera) è una cantante, attrice e compositrice che ha vinto numerosi premi, sia per la musica che per il suo lavoro teatrale e cinematografico. Molti dei suoi singoli sono diventati hit mondiali. Oltre a essere un’ottima artista, con una delle più grandi estensioni vocali femminili, ha rappresentato anche un modello di coraggio e audacia: infatti, il 22 Maggio 2017, a Manchester, durante un suo concerto, a seguito di un attentato terroristico morirono 22 persone e 59 rimasero ferite. Nonostante il trauma, Ariana decise di tenere un nuovo concerto nello stesso posto (One Love Manchester), per ottenere fondi da devolvere alle famiglie colpite. Cantò insieme ad altri artisti, concludendo il concerto con l’iconica canzone Somewhere Over The Rainbow. Anche per il suo coraggio fu nominata donna dell’anno dalla rivista Billboard.
Un’altra artista molto importante è Beyoncé (Beyoncé Giselle Knowles-Carter), cantautrice, ballerina,attrice e imprenditrice statunitense: rientra nel Contemporary R&B e vanta di ben 22 Grammy Awards, 64 nomination per i Grammy e molti altri premi. In più, secondo una statistica del 2011, risulta l’artista più pagata al mondo, con £71.040 al minuto per esibizione. Le sue canzoni sono passate alla storia è il suo più celebre soprannome è “The Queen”.
Se si pensa ad una voce calda e scura, subito si pensa a Christina Aguilera (Christina María Aguilera). Ha collezionato 250 dischi tra oro, platino, multiplatino, con una vendita di più di 50 milioni di album in tutto il mondo e ha vinto numerosi premi, tra cui 6 Grammy Award. Fa parte del Soul bianco, dance pop, contemporary R&B, pop e da sempre è la combinazione tra talento musicale, bellezza e forza. Il suo singolo Beautiful parla della bellezza di ogni singola persona, dell’essere speciali, nonostante gli altri giudichino e critichino.
Tra i tanti artisti contemporanei più interessanti c’è Adele (Adele Laurie Blue Adkins), delle correnti del Soul e Pop, anche lei vincitrice di molti premi, tra cui un Oscar, ed insignita dell’onoreficenza di Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico. Una delle sue più grandi qualità è la capacità di interpretare e di coinvolgere il pubblico in un’emotività semplice ma molto forte. Ora Adele non è in attività a causa di un problema riscontrato alle sue corde vocali.
Altra voce potente e senza limiti è quella di Jennifer Hudson (Jennifer Kate Hudson). I suoi generi sono il contemporary R&B e il soul. La sua voce, oltre all’illimitata estensione, è molto flessibile: può cantare canzoni che sarebbero destinate ai cantanti Gospel.
Infine, non si può non citare la stravagante Sia (Sia Kate Isobelle Furler), cantautrice, attrice e compositrice australiana. Ha collaborato con un incredibile numero di artisti e vinto numerosi premi. Ha una voce potente, affinata grazie agli studi di canto lirico. Era nota per le grandi parrucche o cappelli che le coprivano il volto e la avvolgevano nel mistero. Era questo che tentava di comunicare: che abbiamo bisogno di una sfumatura di mistero, soprattutto nell’era dei social, in cui l’identità di una persona è subito rintracciabile e ogni nostro segreto è visibile a tutti. Adesso ha svelato il suo volto ma le sue composizioni sono sempre originali e ricche di significato.
Ognuno di questi artisti dimostra quanto la musica sia importante nella nostra società, perché è un’arte che porta armonia, pace e solidarietà. In fondo è proprio questo il messaggio che gli artisti contemporanei tentano di far passare al loro pubblico. Ed è per questo che della musica non si può fare a meno.





