Quando si ha una disabilità, o si viene a sapere che qualcuno vive questa condizione, una tendenza frequente è quella di perdere la speranza. Un modo per ritrovare un po’ di fede, però, può essere intraprendere un percorso di ippoterapia.
L’ippoterapia è un tipo di riabilitazione centrata sul cavallo. Dal punto di vista fisico può aiutare nella gestione dell’equilibro, nella coordinazione dei movimenti e nel rafforzamento muscolare. Questi aspetti sono utili per chi ha una disabilità motoria, come una paralisi celebrale spastica o una sclerosi multipla. Sul piano emotivo, invece, il rapporto che si crea tra animale e paziente sviluppa spesso l’autostima di quest’ultimo e può aiutare ad accrescere anche le competenze sociali. Questa attività, inoltre, ha il vantaggio di non essere svolta in uno studio medico. Per le persone affette da disabilità cognitive questo percorso può far migliorare la memoria, il ragionamento e la capacità di concentrarsi, o essere un modo anche per identificare o prevenire eventuali problemi comportamentali. Le tecniche utilizzabili possono variare in base alla disabilità del paziente e al problema specifico su cui si vuole operare, ma ci sono degli esercizi che vengono effettuati regolarmente:

-Esercizi di monta: I pazienti possono montare sul cavallo, che si muove lentamente, per esercitare il tronco e migliorare la postura.
-Movimenti del tronco: I pazienti possono eseguire movimenti del tronco e piccole rotazioni per migliorare la mobilità articolare.
-Giochi di equilibrio: I pazienti possono partecipare a giochi di equilibrio per migliorare la stabilità e la resistenza.
-Esercizi a terra: I pazienti possono eseguire esercizi a terra, come movimenti del tronco e piccole rotazioni, per migliorare la consapevolezza del proprio corpo.
Questi esercizi sono parte di un programma di ippoterapia personalizzato, che può includere anche attività a cavallo e terapie psicologiche. La valutazione dei risultati avverrà attraverso test standardizzati, osservazioni sistematiche e colloqui con il beneficiario e la sua famiglia.

Prove concrete dell’efficacia dell’ippoterapia sono state fornite da un progetto collaborativo tra l’associazione “Farcela” e il centro ippico “I folletti” di Asolo (Veneto). Molti utenti hanno rilasciato testimonianze positive:
“Come ogni anno, mio figlio Davide aspetta con impazienza di iniziare l’attività di ippoterapia promossa dalla sua associazione. È bellissimo vederlo attivarsi, nonostante le sue difficoltà, a seguire le sue istruttrici e cercare di eseguire quanto dicono. E questo è una importante modalità di comunicazione che è a doppia via, perché anche se mio figlio non parla, comprende benissimo e si fa capire a sua volta. C’è un rapporto di serenità, di sensibilità, di gioia e attenzione tra istruttrice, cavaliere e cavallo. È un momento molto piacevole e atteso. E ci sono anche dei piccoli successi che per lui sono grandi soddisfazioni. Mi auguro che l’attività continui sempre, per raggiungere anche nuove abilità e capacità”.
Luciana, mamma di Davide
“Il corso di ippoterapia è un momento di piacere per Sara che in questi anni ha fatto notevoli progressi passando da dieci minuti sopra il cavallo alla lezione intera quasi sempre con il sorriso. La sua disponibilità è migliore quando dentro al recinto ci sono altri ragazzi a far lezione. Dunque certamente da rifare”.
Giuliana, mamma di Sara
“Che splendido rapporto ha costruito Andrea con la sua Ledy! Riesce anche a stare bello dritto!! Grazie per questi momenti preziosi che concedete ai nostri ragazzi”.
Enza, mamma di Andrea
Le parole sincere di queste persone dimostrano che non tutte le cure devono essere necessariamente mediche per funzionare. Anche instaurare un rapporto con il proprio destriero, fare degli esercizi che regalano gioia e superare ostacoli insieme può dare gli stimoli necessari per migliorare una condizione difficile.
Fonti: www.isssalute.it
Immagine di copertina: congerdesign from Pixabay

Lilya, ti ringrazio , perché con il tuo articolo mi hai fatto conoscere un pò in dettaglio sulla ippoterapia, e soprattutto scritto da una ragazza che per me è un esempio vivo di coraggio. S.E