Il muro di Berlino causò la distruzione di famiglie, amori, amicizie. È tuttora difficile accettare il fatto che un intero popolo sia stato letteralmente diviso a metà per cosi tanto tempo e allo stesso modo è necessario celebrare la caduta del muro, come simbolo di libertà e di speranza. Per questa ragione, a tent’anni di distanza dalla caduta del muro, l’Università Roma Tre ha organizzato una conferenza – dal titolo “La storia non è finita: l’Europa dopo il 1989”– alla quale hanno partecipato anche le classi 5D e 5F del nostro Liceo Linguistico.
Gli studenti universitari hanno ricostruito l’evento, ma probabilmente i momenti più coinvolgenti sono stati quelli destinati alle testimonianze proposte da persone di differenti Paesi. Abbiamo ascoltato chi quel giorno ha assistito alla caduta del muro in diretta televisiva, chi invece lo ha vissuto in seconda battuta, facendosi raccontare tutto, e chi, infine, lo ha vissuto in prima persona, poiché si trovava proprio lì in quel momento.

Tutti questi interventi, raccontati da differenti punti di vista, alcuni anche in lingua inglese, hanno reso l’incontro interessante e toccante, soprattutto quando ha preso la parola chi effettivamente ha vissuto quest’evento. A concludere la conferenza è stata una studentessa del nostro Liceo, che ha attualizzato la caduta del muro del 1989 collegandola a un altro muro: quello voluto dal Presidente statunitense Donald Trump al confine con il Messico. Abbiamo compreso, così, che spesso la storia ripete anche i propri errori e le proprie storture, senza che ce ne rendiamo minimamente conto.

Un incontro, quello di Roma Tre, utilissimo sia per ricordare la caduta del muro di Berlino sia per farci riflettere su cosa abbia effettivamente rappresentato per la nostra identità di Europei.
Foto di copertina: Il Muro di Berlino il 16 novembre 1989. Di National Archives – https://web.archive.org/web/20050206035542/http://nsarchive.chadwyck.com/bcphotox.htm, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=776817
