Giradischi, magnetofoni, strumenti che erano all’avanguardia decenni fa e che adesso potrebbero essere considerati di modernariato. Ma sono necessari per mantenere la memoria di tutto quello che è stato trasmesso dalla Radio della Rai in cent’anni di storia. Gli archivi rappresentano proprio la memoria, e sono aggiornati e conservati con cura, costantemente. A via Asiago 10, sede storica della Radio, convivono con gli studi, da cui invece va in onda il presente.  

Ed è stata una visita sospesa tra presente e passato, quella che lo scorso  4 aprile ho potuto fare insieme ai miei compagni del giornalino scolastico Res Novae, nell’ambito delle attività di PCTO del Liceo Pertini. L’edificio di via Asiago è composto da due strutture, collegate tra di loro tramite un tunnel sotterraneo. Subito dopo aver ricevuto una calorosa accoglienza, ci siamo recati nel cuore della storia della Rai, ovvero gli archivi. Lì Carlo De Marinis e Nicola Cellurale ci hanno spiegato molto accuratamente tutta l’evoluzione tecnologica della Rai, dai “padelloni”, dischi di vinile più grandi dei 33 giri, alle bobine, dalle cassette fino ai cd e a supporti più moderni. Lì abbiamo visto come vengono recuperate e conservate le trasmissioni che sono andate in onda in passato.

Dopo aver visto come venivano usati gli strumenti del passato per la messa in onda, abbiamo potuto visitare alcuni studi da cui vanno in onda i programmi della Radio. Il primo è stato lo studio di Radio tutta italiana. Siamo stati accolti mentre andava in onda “Ore 10” condotto da Julian Borghesan e Manila Nazzaro, e durante la diretta due dei nostri compagni sono stati chiamati a parlare ai microfoni.

Gianmarco Cacciamano fa irruzione nella diretta di Julian Borghesan e Manila Nazzaro

Poi è stata la volta di un’altra trasmissione molto popolare, Radio2 Social Club, condotta da Luca Barbarossa e Andrea Perroni con i loro ospiti La Crus, Kid Lost, Neri Marcorè, che ha presentato il suo film Zamora, Simone Bianchi e Fiorella Mannoia. Lì, dietro le quinte, ma chiamati in causa da Barbarossa durante la trasmissione, ci hanno spiegato come funziona uno studio, i tempi che bisogna seguire, come raccontare i vari argomenti, quando è ora di andare in pubblicità. Probabilmente questo è stato uno dei momenti più belli della visita, perché abbiamo potuto vedere dal vivo cosa c’è prima del momento in cui la trasmissione viene mandata in onda, come lavorano gli assistenti di studio e tutte le persone che gestiscono anche i più piccoli dettagli, come si preparano i musicisti e anche i vari rapporti tra la moltitudine di persone.

Un momento di Radio2 Social Club


Come ultima tappa del nostro viaggio, abbiamo potuto visitare un altro studio all’avanguardia, circondato da telecamere gestibili da una saletta di regia con la quale abbiamo potuto giocare, scegliendo le inquadrature e mandandole in onda, provando luci, musica, effetti speciali. Qui siamo stati accolti da Andrea Borgnino, responsabile dell’app Raiplay Sound, da cui passa tutta la radio della Rai. I nostri compagni di PodcastNovus hanno potuto intervistare proprio Borgnino, che ha spiegato come funziona l’app, ma anche come la radio si sta aprendo a tecnologie all’avanguardia. È stata una bellissima esperienza, che ci ha permesso di conoscere un mondo di cui vediamo veramente poco rispetto a tutto il lavoro che viene fatto dietro le quinte.  

Frame dell’intervista ad Andrea Borgnino, diventata una puntata di PodcastNovus: https://youtu.be/X7zhdF_I6cQ

Quest’anno la Rai ha festeggiato i 70 anni della televisione, ma il compleanno della radio è anche più importante, poiché è nata esattamente un secolo fa. Siamo stati felici di potere visitare una sede storica e di imparare le varie sfaccettature di un lavoro appassionante.  

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