Lo scorso 22 dicembre i ragazzi del liceo “Pertini” di Ladispoli hanno incontrato l’ingegnere aerospaziale Daniele Marino, ricercatore per la NASA in Texas, nonché ex studente del “Pertini”.
Durante la nostra intervista (che ho condotto insieme a Francesco Caia), gli studenti hanno
appreso qual è il vero ruolo dell’ingegnere e cosa significa lavorare per lo sviluppo e il progresso. È stato inoltre possibile comprendere i sacrifici che uno studente come Daniele Marino ha dovuto affrontare prima di arrivare ad ottenere un ruolo di ricercatore in America. 
“Era una sera come le altre quando, durante il mio terzo anno di liceo, su Facebook lessi un articolo sulla sonda Voyager 1, l’oggetto costruito dall’uomo che è arrivato più lontano, superando il sistema solare. Non riuscivo ad arrivare al concetto della distanza, mi chiedevo come riuscissimo ancora a comunicare con la sonda. Da lì iniziarono a prendere forma nella mia testa una serie di idee e pensieri”.

Per Daniele quello fu l’inizio del suo lungo percorso verso la conoscenza umana, capace di raggiungere
limiti apparentemente insormontabili.

Da sinistra: Francesco Caia, Daniele Marino, Niccolò Nizza

L’ingegnere Marino ha poi spiegato agli studenti di cosa si occupa nel dettaglio: dall’intelligenza artificiale – creata per studiare l’impatto delle dinamiche meteorologiche sulla fornitura di energia elettrica – alla propulsione a laser dei modelli aerodinamici.
“Facendo svolgere all’intelligenza artificiale i lavori che prima richiedevano troppo tempo – spiega Daniele – noi ricercatori possiamo focalizzarci su altri problemi da risolvere per raggiungere prima il nostro obiettivo.”

L’intelligenza artificiale creata da Daniele si occupa di studiare una variabilità meteorologica che riesce a raggiungere fino al 98% di accuratezza. Numeri impressionanti, considerando che, per la natura del machine learning, il 100% è irraggiungibile.

L’ingegnere Marino è un esempio concreto di come sia possibile dare un contributo concreto allo sviluppo dell’umanità. Bisogna semplicemente approcciarsi alla realtà con curiosità, consapevoli che lo studio non è un peso, ma un potere che ci permette di affrontare qualsiasi ostacolo. L’apprendimento metodico e consapevole è l’unico modo per investire sul proprio futuro.

L’esperienza del giovane ingegnere è sicuramente un grande insegnamento di come, a differenza di quanto si possa credere, l’ingegneria aerospaziale, interessandosi a ciò che è “fuori” dal nostro pianeta, non dimentica i problemi della nostra terra, anzi: è sempre alla ricerca di elementi e soluzioni utili alla salvaguardia del pianeta e dell’umanità.

Il “Voyager Golden Record”, disco presente sulla sonda Voyager che contiene numerosi suoni e immagini che riassumono tutte le diverse sfaccettature dell’umanità e del pianeta Terra.

Daniele Marino ci ha ricordato che il ruolo dell’ingegnere aerospaziale non è affatto facile e chiunque decida di intraprendere questa strada deve avere la consapevolezza che il percorso sarà ostico. Ma ha ricordato anche che finché c’è passione e voglia di fare, e finché ci si approccia al mondo con curiosità, non si ha nulla da temere, Abbiamo compreso infine che un uomo di scienza è colui che sa risolvere i problemi che trova lungo la via, non per il proprio tornaconto ma per il bene della collettività. Come un cavaliere antico, la cui lancia è a servizio della civiltà umana e della sua evoluzione.

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