Si sa, una scuola – soprattutto se visitata per la prima volta – può essere un posto che incute abbastanza timore: ambienti nuovi, persone nuove, dinamiche nuove. Ma se prendessimo questo luogo, e lo riempissimo di colori? Secondo la psicologia, i colori possono avere effetti diversi sul nostro modo di affrontare la routine quotidiana; dunque una scuola più colorata può certamente trasmettere positività nell’animo degli alunni che la frequentano.
Partendo da questo concetto, nasceva nell’anno scolastico 1998/99 un progetto che nel tempo ha reso iconico il Liceo Pertini di Ladispoli e i suoi ambienti: “Avvicinamento alle arti visive”, curato dal professore di Disegno e Storia dell’arte Carlo Bello.

Ma come e quando è iniziato questo progetto? Di certo non deve essere una cosa semplice: ci vuole una certa forza di volontà per occuparsi di una cosa così impegnativa.
“Il progetto è nato nel 1998/99, nell’ambito del macro progetto ‘”‘Scuola a luci accese'”, racconta il Professor Bello. “Lo scopo – prosegue – era quello di tenere lontani i ragazzi (specie nel pomeriggio) dalla noia dello stare in giro a far niente. Avendone la possibilità, mi sono reso disponibile a iniziare questo percorso, ma non mi sarei mai aspettato di avere così tanta adesione da parte dei ragazzi. Ogni anno le iscrizioni al corso contavano più o meno 60 alunnii. Il progetto, andato avanti fino al 2012, aveva una media di circa 300 ore pomeridiane all’anno ed era molto sentito dagli studenti: in tanti partecipavano per avere la possibilità di esprimere la loro creatività mediante questo corso di disegno e pittura. Questa grande quantità di adesioni ricevute solamente durante il primo anno diede inizio ai lavori dei pannelli posti sulle scale della sede centrale.”

“Già quel gruppo di ragazzi quell’anno partecipò a un concorso internazionale del ministero e si classificò primo in assoluto. Questa cosa diede fiducia per continuare il lavoro con più voglia. Da quell’anno in poi, in tanti vollero partecipare a rendere sempre più colorati gli ambienti sia della centrale che della succursale”.
Ogni anno si cambiava tema: per esempio, il primo anno è stato Mediterranea (98/99), Migrazioni (99/00), PaX c’è (2001/2002), Coloressenza, Cromaticart, Fararte, Indicarte, Succursarte (tema dedicato per creare opere per la sede succursale), Caledoiscopiarte, Parallelarte, Parteciparte (2009), Creabilarte (2012), e Luminarte, che ha dato vita alle iconiche vetrate dell’istituto.

“Avere il piacere di vedere i ragazzi felici e soddisfatti di loro stessi era veramente fantastico. Tendenzialmente lo scopo del corso era di aiutare i ragazzi a fare qualcosa che gli piacesse, che gli desse la possibilità di dire ‘questo l’ho fatto io'”, conclude Bello.
Tra gli ex studenti del professor Bello che hanno contribuito alla realizzazione dei murales, c’è Clelia di Ianni, che ha dipinto l’ingresso della scuola. Lo scorso anno scolastico è ritornata al Pertini come professoressa di Italiano.
