Con  l’avvento di Internet, l’informazione su carta ha subito un vero e proprio crollo. Il modo di accedere alle notizie è stato stravolto dalle grandi aziende come Google e Facebook, che hanno privato le testate giornalistiche dei loro lettori. Inoltre, poiché i giornali online sono facilmente accessibili e offrono gratuitamente gran parte dei loro contenuti, i lettori comprano sempre meno i tradizionali quotidiani di carta.

Un altro fattore che ha determinato la crisi è sicuramente la televisione, che con canali all news offerti ad esempio da Sky e dalla Rai, ha assorbito una porzione importante di lettori al mondo editoriale. Secondo i dati dell’ADS, istituto che certifica le vendite dei giornali in Italia, quotidiani come Il Corriere della Sera e La Stampa hanno dimezzato le loro vendite nell’arco di venti anni. Il quotidiano Libero, dal 2008 al 2018 ha ridotto la propria tiratura del 75 per cento.

Ad avvertire la crisi sono soprattutto quelli che i giornali li vendono al pubblico dei lettori. In diverse città d’Italia molte edicole, anche storiche, hanno dovuto arrendersi. Certamente tutti si rendono conto di come le cose siano cambiate profondamente, negli ultimi anni. Ne abbiamo parlato con Tonino, edicolante a Ladispoli dal 2005. “Da quindici anni ad oggi – spiega il titolare dell’edicola di via Napoli – con l’avvento di Internet, le vendite sono diminuite di un buon 40%. Se prima riuscivo a vendere 50 quotidiani, oggi ne vendo una trentina. Molte persone hanno smesso di comprare anche i DVD, dato che tutti i film si possono scaricare online. Per questo ho deciso di rifornirmene sempre meno. Nonostante ciò, rimangono molto richieste le collezioni, come quelle delle figurine dei calciatori o dei vari musicisti come i Queen”.

Tonino e la figlia Ramona, titolare dell’edicola di Via Napoli

“Ma nonostante questo – prosegue Tonino – molte edicole stanno chiudendo. La situazione è più complicata di quel che si pensa e non aiuta anche la distribuzione: spesso i distributori puntano a contenere i costi, dunque curano meno le edicole. Infatti – spiega – costa meno rifornire 50 edicole che rifornirne cento: dimezzi i costi del personale e degli spostamenti. Così capita che alcune uscite periodiche all’inizio ci vengano fornite, ma dopo qualche uscita non ci vengono portate più. La spiegazione è legata sia alla distribuzione che alle case editrici che, anche loro per abbattere i costi, puntano a un rapporto diretto con i lettori, facendo comprare loro degli abbonamenti”.

Basta dare un’occhiata ai dati di Unioncamere per dare ragione a Tonino. A fine 2019 erano presenti sul nostro territorio 14.626 edicole, 3.733 in meno di dieci anni fa. Ogni anno ne chiudono decine e la situazione non sembra migliorare. I giovani di oggi, nati nell’era dei social, sono completamente estranei al mondo dei giornali di carta. È sempre più raro vedere un adolescente intento a leggere un quotidiano, che sia sportivo o generalista. I ragazzi leggono sempre meno e preferiscono lasciarsi intrattenere (e informare) dai social.

Ma se i giornali di carta sono in crisi profonda, dove trovano le notizie gli italiani? La televisione rimane il mezzo più seguito. Secondo i dati Istat il 92.2% la popolazione italiana resta fedele al piccolo schermo. Le radio interessano solo il 53% della popolazione. E i giornali? È triste affermare che solo una persona su quattro li legge, considerando che un decennio fa i numeri erano quasi il doppio. Nonostante ciò, alcuni giornali non sono stati del tutto abbattuti dalla crisi, ma hanno mantenuto il loro pubblico di lettori affezionati. Purtroppo si tratta solamente di pochi casi e principalmente di quotidiani locali. Noi, che oltre a pubblicare i nostri articoli sul blog di Res Novae continuiamo a uscire come rivista cartacea, nutriamo la speranza che la situazione possa migliorare. Invitiamo i lettori a recarsi più spesso nelle edicole, luoghi ricchi di materiali interessanti, dove si possono scambiare due chiacchiere commentando i fatti del giorno, come è successo nel nostro caso con Tonino. I giovani di oggi sono affezionati ai social, ma nel mondo dei giornali su carta possono trovare degli spunti interessanti.

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