I talebani sono un’organizzazione guerriera afghana, ideologicamente basata sul fondamentalismo islamico, presente in Afghanistan e nel confinante Pakistan. Dal 15 agosto 2021 sono al potere in Afghanistan. I diritti delle donne in Afghanistan sono cambiati molto negli ultimi anni, specialmente dopo la caduta del regime islamico, tanto da ottenere gli stessi diritti dell’uomo con l’entrata in vigore della nuova Costituzione dal 26 gennaio 2004, che faceva riferimento a quella del 1964. Dal 1996 al 2001 i talebani avevano proibito alle donne di frequentare la scuola. In più molte donne sono morte durante il regime talebano perché non potevano essere visitate da medici uomini e non potevano studiare per diventare medico.
La lotta per la riemancipazione femminile in Afghanistan è ricominciata subito dopo la fine dei talebani nell’ottobre 2001. Tutti i divieti imposti alle donne durante il regime talebano sono stati abrogati e a novembre dello stesso anno le bambine sono tornate nelle scuole, anche se solo femminili, indossando come divisa ufficiale l’hijab bianco e un abito nero, che copriva sia braccia sia gambe. A causa di cinque anni scolastici persi per le ragazze, molte bambine anche di dieci anni hanno dovuto frequentare lezioni della prima classe con bambine di cinque/sei anni; le insegnanti hanno dovuto tenere lezioni per molte bambine nelle classi per colmare il vuoto.
Anche se oggi le condizioni delle donne sono migliorate, non sono ancora delle migliori.
Il 15 novembre 2008 ignoti hanno aggredito e lanciato acido in faccia contro almeno quattordici studentesse e insegnanti a Kandahar, per “punirle” per essere andate a scuola.
Se col tempo la condizione femminile della donna afgana è migliorata, è comunque anche cambiato il pensiero dei talebani: secondo alcune interviste del gennaio 2011 e altre interviste dello stesso anno, si ha la conferma di come i talebani non si oppongano più all’istruzione femminile. Nonostante tutto molte donne sono comunque preoccupate e scettiche, per la paura di studiare in scuole solo femminili e che tornino a essere marginali per quanto riguarda l’ambito politico.

L’8 settembre 2021 i talebani hanno annunciato che le donne avrebbero potuto studiare, alla condizione di frequentare le lezioni in aule separate dagli uomini, o divise da un sipario. Però, questi annunci sono rimasti disattesi a causa di restrizioni imposte alle donne. A seguito di queste normative, il 1 ottobre 2021 un gruppo di donne ha sfidato i talebani ed è sceso in strada nella capitale Kabul, per protestare contro la chiusura di scuole e università per le donne, denunciando la decisione dei talebani come una violazione dei loro diritti.
Le donne scese in strada a Kabul rivendicavano che l’accesso all’educazione è un diritto garantito alle donne anche all’interno di un sistema islamico. Studentesse, insegnanti, docenti e assistenti all’università hanno denunciato la chiusura dei centri di istruzione per le donne, sollevando enormi preoccupazioni sul futuro delle giovani del Paese e chiedendo al governo dell’Emirato Islamico fondato dai talebani di rivedere le proprie decisioni in tempi brevi. La marcia è continuata nonostante l’intervento della polizia talebana, che ha cercato di fermare la protesta. Sull’accaduto è intervenuto il portavoce dei talebani, nonché vice ministro dell’Informazione e Cultura, Zabiullah Mujahid, che ha dichiarato che le manifestazioni devono essere autorizzate dal Ministero della Giustizia. Quindi le condizioni delle donne non sono molto diverse dal passato, ma loro stanno cercando coraggiosamente di riprendere il loro diritto all’istruzione.
Lo studio, oltre ad essere un importante diritto, è anche molto importante per l’emancipazione femminile (per esprimere le proprie opinioni, per conoscere la storia e tutto ciò che ci circonda).
Ma perché i talebani hanno tanta paura delle donne istruite? Perché cambia la società. Perché le ragazze istruite non pensano che il loro compito prioritario nella vita sia quello di fare tanti figli per la patria e vivere sottomesse al marito. L’istruzione femminile riduce il tasso demografico e promuove lo sviluppo economico e culturale di ogni paese.
Un esempio molto significativo è quello di Malala Yousafzai, che alla sola età di quindici anni, venne colpita in testa da un proiettile, per il fatto che andava a scuola e scriveva un blog. Per la scuola ho visto il film Malala, che racconta proprio questa storia, e penso sia molto interessante e importante sapere che purtroppo in altri paesi accadono avvenimenti di questo genere e vedere che molte donne, anche giovanissime, combattono con tutte le loro forze per ricevere uno dei diritti più importanti: l’istruzione.
