Fin da bambini abbiamo conosciuto e sperimentato il potere terapeutico del sussurro. Le lunghe ninne nanne bisbigliate dalle nostre mamme ne sono la prova: quel dolce fruscio di suoni che ci spingeva dritti tra le braccia di Morfeo. Una volta cresciuti, però, capita spesso che addormentarsi non sia più facile come un tempo. Lo stress lavorativo, dovuto a una brutta situazione familiare o a un esame imminente, ci priva non solo del sonno, ma anche della serenità necessaria a rilassarsi.

Secondo il quotidiano La Stampa, in Italia sono circa nove milioni gli affetti da insonnia. C’è chi ricorre a camomilla e valeriana, i più gravi a farmaci, e qualcuno continua a scomodare ogni notte pecore dal loro pascolo. I più rivoluzionari invece ricorrono alla pratica dell’ASMR, che negli ultimi anni ha spopolato invadendo la piattaforma multimediale di Youtube e di podcast. L’ASMR, ovvero l’Autonomous Sensory Meridian Response (risposta sensoriale apicale autonoma) indica una sensazione di formicolio in varie parti del corpo suscitata da stimoli, detti triggers, di diversa natura (cerebrali come idee e pensieri o sensoriali) seguita da uno stato di rilassamento mentale. A proposito di questi ultimi, è bene sapere che non producono gli stessi effetti su tutti: certe persone ne preferiscono alcuni, mentre su altre lo stesso trigger non ha nessun effetto. Determinati trigger sono definiti “temporanei”, poiché dopo un po’ annoiano l’utente, non suscitando più in quest’ultimo la sensazione di rilassamento cercata. Tale sensazione è spesso accompagnata da tingles, ovvero piccoli brividi che dal cuoio capelluto percorrono la colonna vertebrale procurando piacevole distensione emotiva e mentale oltre che fisica che varia di persona in persona. A causa della soggettività del fenomeno celebrale, è stato impossibile analizzarlo e risalire a cosa accade nel nostro cervello quando lo proviamo.

Fonte immagine: Leonardo Valente, Pixabay

A The Independent, Tom Stafford, docente di Scienze Cognitive e Psicologia   all’Università di Sheffield, ha dichiarato: «Potrebbe anche essere un fatto reale, ma è intrinsicamente difficile da indagare. L’esperienza interiore è oggetto di tante ricerche psicologiche, ma quando hai una cosa che non si può né vedere né sentire e che è sperimentata da tutti, si finisce in una zona d’ombra. È come la sinestesia  per anni fu solo un mito, ma poi negli anni Novanta si trovò un metodo adeguato per misurarla.»

Ci sono diversi modi con cui gli Asmr artist girano i loro video o registrano i loro podcast. I più conosciuti sono in whispering (sussurrando) in soft spoken (parlando a voce bassa) o in no spoken (senza parlare). In questo caso, ma in linea di massima anche negli altri, si può dire che l’Asmr artist si avvalga di altri trigger come lo scratching, che consiste nel grattare dolcemente, il touching, cioè toccare in più parti del corpo, il tapping, ovvero battere le dita su alcuni oggetti con ritmi diversi, i mouth sounds, che sarebbero rumori prodotti dalla bocca, o infine gli eat sounds, che sono prodotti della masticazione e deglutazione mentre si mangia.

Così si è anche aperta la caccia ai microfoni più sensibili, capaci di catturare il minimo sospiro, e ai più fantasiosi role play. La prova dell’indiscussa popolarità del fenomeno è stata anche fornita nell’ultima edizione di Tu si que vales, celebre programma di Canale 5, dove uno dei concorrenti era proprio lo Youtuber e Asmr artist Lori Asmr, che ha superato la prima fase eliminatoria dello show.

Lory Asmr durante la sua partecipazione a Tu si que vales

Ad ogni modo, non si ha ancora una risposta scientifica che confermi la veridicità delle proprietà terapeutiche dell’ASMR: certo è che ormai sono tantissime le persone che ci si affidano. Quindi, semplicemente, basta provare per credere.

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